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Gol dopo il 60′, dato chiave per la salvezza: la Fiorentina è più al sicuro

Matteo Torniai Redattore 

È allargando lo sguardo alle stagioni precedenti che il quadro diventa ancora più chiaro. Negli ultimi cinque campionati di Serie A, le squadre retrocesse presentano quasi sempre un tratto comune: un numero molto elevato di gol subiti dopo il 60’. Nella stagione 2023/24, la Salernitana ha incassato 31 reti negli ultimi trenta minuti, mentre Sassuolo e Frosinone si sono fermate rispettivamente a 33 e 29. Dati che trovano conferma anche nell’annata precedente (2022/23), dove la Sampdoria e la Cremonese hanno superato quota 29, e l’Hellas Verona si è attestato comunque su valori molto alti, intorno ai 25.

Il trend non cambia andando ancora indietro. Nel 2021/22, squadre come Venezia, Cagliari e Genoa hanno confermato la stessa difficoltà nei finali, mentre nel 2020/21 casi estremi come Crotone e Parma hanno toccato rispettivamente quota 33 e addirittura 37 gol subiti dopo il 60’. Numeri che, più di ogni altro indicatore, spiegano la retrocessione finale.

Da questo confronto emerge una soglia piuttosto netta. Le squadre che superano stabilmente i 28-30 gol subiti negli ultimi trenta minuti sono quasi sempre destinate a scendere, quelle che si collocano tra i 22 e i 27 restano in bilico fino alla fine, mentre chi riesce a rimanere sotto quota 20 costruisce generalmente la propria salvezza proprio sulla capacità di reggere nei finali. In questo senso, la Fiorentina si posiziona già in una fascia relativamente sicura con i suoi 19 gol subiti dopo il 60’, ma ciò che fa davvero la differenza è il trend recente.