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Gol dopo il 60′, dato chiave per la salvezza: la Fiorentina è più al sicuro

Matteo Torniai Redattore 

Poi, però, qualcosa è cambiato. Nelle ultime quattro partite di campionato (Parma, Cremonese, Inter e Verona), la Fiorentina ha completamente ribaltato il proprio rendimento nei finali: zero reti subite dopo il 60’ e tre segnate, con un saldo che diventa improvvisamente positivo e porta in dote tre punti guadagnati proprio in quella fascia di gara. Un’accelerazione che pesa enormemente anche in termini percentuali, visto che in questo breve ciclo è arrivato un quarto dei punti complessivi, 8 di 32 (con due vittorie e due pareggi).

Per capire quanto sia rilevante questo cambiamento, bisogna isolare il dato chiave e metterlo in prospettiva: i gol subiti dopo il 60’. Nella stagione in corso, la Fiorentina ne ha concessi 19, sommando le reti incassate tra il 60’ e il 75’, tra il 76’ e il 90’ e nei minuti di recupero. Un numero che, preso da solo, può sembrare neutro, ma che assume tutt’altro significato se confrontato con le dirette concorrenti. Squadre come Lecce, Hellas Verona e Pisa viaggiano su cifre sensibilmente più alte, spesso tra i 20 e i 25 gol subiti nella stessa fascia temporale, segno di una fragilità strutturale nei finali che si riflette inevitabilmente sulla classifica.