Nella notte di Halloween, questo Genoa-Fiorentina non è solamente una partita di Serie A come tutte le altre. I rossoblù arrivano alla sfida da penultimi in classifica, in una situazione critica con soli sei punti in nove giornate. Per rimediare, hanno dovuto richiamare Balotelli, attualmente svincolato, forse sperando in una svolta a livello emotivo. La questione Gudmundsson, che ha tenuto banco in estate, non allevierà certamente la tensione della sfida, anche se l'islandese, causa infortunio, non farà parte della partita. Genoa-Fiorentina è anche la storia di David De Gea, che in estate poteva vestire la maglia del Grifone, mentre ora è il muro viola e uno dei portieri più forti della Serie A. Questa partita è inoltre l’incontro tra chi, in parte e nel proprio piccolo, ha contribuito positivamente alla storia viola, come Gilardino e Badelj.


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Genoa-Fiorentina: notte di Halloween, tra fantasmi salvezza e sogno Champions
Adesso la prova di maturità
—Per la Fiorentina, questa partita sarà paradossalmente più difficile di quella contro la Roma. I viola sono lassù, senza bisogno di nascondersi: sedici punti in nove partite, con venti gol fatti e solo nove subiti. Inoltre, hanno conseguito cinque risultati utili consecutivi in campionato, con quattro vittorie e un pareggio. Numeri impressionanti, specialmente considerando l'inizio di stagione incerto. Gran parte del merito va naturalmente a Palladino, che ha conquistato Firenze in cinque mosse. A questo si aggiunge il ritorno di un vero numero nove a Firenze. Kean, oltre a essersi inserito perfettamente negli schemi tattici di Palladino, ha riportato quell’entusiasmo che mancava dai tempi di Vlahovic. Il classe 2000, oltre a essere una presenza dominante in campo, sembra davvero maturato sotto ogni aspetto, sia caratteriale che professionale. Per i viola (e per l’intero gruppo), la trasferta di Genova rappresenta il primo vero esame di maturità, contro una squadra che darà l’anima per conquistare i primi punti salvezza.
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Infermeria affollata
—Il bollettino medico di entrambe le squadre, purtroppo, non lascia molte sorrisi. Il Genoa ha scelto la carta Balotelli anche perché non ha altri attaccanti affidabili, a parte Pinamonti. Sono sette i giocatori indisponibili in casa rossoblù, tra cui quattro attaccanti come Vitinha, Messias, Malinovskyi (stagione finita) e Ankeye, senza dimenticare l’ex Fiorentina Gollini e De Winter. Anche i viola devono fare i conti con gli infortuni: dovranno fare a meno del top acquisto estivo Gudmundsson. Oltre all'islandese, mancheranno anche Pongracic e Moreno. Restano da valutare le condizioni di Comuzzo e Cataldi, usciti malconci dalla partita contro la Roma. Ultimo, non per importanza, Moise Kean, che aveva stretto i denti con la Roma, ma il problema alla caviglia di Lecce ha fatto si che Palladino abbia scelto la via della prudenza per Genova.
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