La caduta della Fiorentina sta facendo rumore, e non solo in Italia. Del resto parliamo di uno dei club più gloriosi d'Italia che rischia la retrocessione, con il settimo monte ingaggi della Serie A, e nomi del calibro di Kean, De Gea, Gosens ed Edin Dzeko fino a pochi mesi fa. Ma la Viola non è l'unica nobile decaduta in questa stagione in tutta Europa. Alcuni grandi club stanno lottando per salvarsi, con lo spettro di una clamorosa retrocessione che si fa sempre più vivo.

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Fiorentina, non sei sola. Ecco le big europee che rischiano la retrocessione

MADRID, SPAIN - MARCH 10: Igor Tudor, Interim Manager of Tottenham Hotspur, looks on prior to the UEFA Champions League 2025/26 Round of 16 First Leg match between Atletico de Madrid and Tottenham Hotspur FC at Estadio Civitas Metropolitano on March 10, 2026 in Madrid, Spain. (Photo by Denis Doyle/Getty Images)
Il Tottenham
—Chiaramente iniziamo dagli Spurs. Il Tottenham era reduce da un'annata controversa, culimnata con la vittoria dell'Europa League (primo trofeo dal 2008), ma anche con un triste diciassettesimo posto. La dirigenza (tra cui Paratici) aveva optato per Thomas Frank, tecnico dal brillante passato al Brentford. Il mercato estivo era stato interessante, con acquisti del calibro di Xavi Simons, Kudus, Palhinha e Kolo Muani. Frank però fin da subito non si è adattato, e la maledizione Spurs sembra averlo colpito in pieno. Negli ultimi anni tecnici come Conte, Mourinho, Espirito Santo e lo stesso Postecoglou, avevano faticato. La squadra è arrivata ad inizio 2026 con poche certzezze. Certezze sgretolate dal nuovo anno, dato che il Tottenham non ha ancora mai vinto nel 2026, un dato incredibile. L'ambiente è spaccato, e gli infortuni si susseguono. Tutto questo porta all'esonero di Frank. Gli Spurs optano per Igor Tudor, un tecnico abituato a spegnere incendi complessi. Il risultato? 4 sconfitte su 4, l'ultima clamorosa per 5-2 a Madrid, con l'esordio shock di Kinsky. La coppia West Ham/Nottingham Forest è ad un solo punto, e la paura negli Spurs si alimenta sempre di più. Il futuro di Tudor è già in bilico, con Sean Dyche che sarebbe già stato contattato.
Il Wolfsburg
—Ci spostiamo in Germania, dove è il Wolfsburg a rischiare un incredibile tracollo. In realtà da ormai alcune stagioni il club non riesce a raggiungere la zona europea. L'ultimo acuto risale alla stagione 2020/21, quando con Oliver Glasner in panchina il Wolfsburg centrò la zona Champions. Parliamo comunque della squadra con il quinto monte ingaggi in tutta la Bundesliga, che nella sessione estiva di mercato ha speso quasi 70 milioni. La rosa è composta da nomi importanti, come Arnold, Erkisen, Majer, Wimmer, Grabara, Koulierakis e Amoura, tutti giocatori protagonisti anche nelle loro nazionali. Il Wolfsburg è penultimo, addirittura lontano 4 punti dalla zona play-out. La dirigenza per risollevare un'annata disastrosa si è affidata ad un vecchio lupo di mare, Dieter Hecking, il terzo allenatore in stagione. Hecking aveva già allenato il Wolfsburg, più di 10 anni fa. Prese il club nel 2012 e lo portò alla vittoria della Coppa di Germania nel 2015, ed un ottavo di finale di Champions l'anno dopo, perso contro il Real in rimonta. Quella resta la versione più bella del Wolfsburg (esclusa quella del titolo 2009), con talenti del calibro di Perisic, Schurrle, Luiz Gustavo, Naldo, Max Kruse, ma soprattutto un giovane Kevin De Bruyne. Basterà il ritorno di Hecking per salvare il Wolfsburg?
Il Nizza
—Anche la Francia ha la sua Fiorentina, ovvero il Nizza. La situazione del club è migliore, rispetto alle squadre sopracitate, ma il Nizza è comunque a rischio. Quindicesima posizione, a più 5 dalla zona play-out, occupata dall'Auxerre. Il Nizza negli ultimi anni puntava alla vetta della Ligue 1, un progetto ambizioso iniziato con l'acquisizione da parte di INEOS, il colosso guidato da Jim Ratcliffe (azionista del Manchester United). Investimenti milionari che però non si sono tradotti in grandi risultati. In Europa League il Nizza ha deluso, arrivando alla posizione numero 33. Il clima inoltre è rovente, con il tifo organizzato che è in piena protesta con la dirigenza e la squadra. Pochi mesi fa i tifosi si sono presentati al centro sportivo, aggredendo fisicamente alcuni giocatori, come Boga o Moffi. Proprio Boga ha sporto denuncia, lasciando il Nizza a gennaio. In panchina è arrivato Puel, dopo l'esonero di Haise. La parabola del Nizza sembra in netta discesa, ma in questa stagione nel sud della Francia la salvezza non sembra essere così lontana.
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