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Ecco Atta, classe ed estro per Grosso. La storia dell’ultimo colpo viola
Fabio Paratici ha colpito di nuovo, dopo Viery e Dragusin. La Fiorentina è scatenata sul mercato, ed Arthur Atta è pronto per essere il terzo colpo in arrivo per Fabio Grosso. Un acquisto a sorpresa, che identifica le ambizioni della dirigenza viola: consegnare a Grosso giocatori di qualità. Ma scopriamo la storia del francese, una delle tante scoperte dell'Udinese.
Atta è un classe 2003 con il calcio nel sangue, suo padre è stato un calciatore. Originario del Benin, ma nativo di Rennes, una città che con la sua academy negli ultimi anni ha sfornato decine di talenti. Non a caso è proprio il Rennes a puntare su di lui, salvo poi lasciarlo andar via. Atta nel 2018 sceglie il Metz, altro club dove c'è un grande occhio per i giovani: Pires, Koulibaly, Mané e Pjanic sono passati da lì. Esperienze formative per il suo stile, come lui stesso racconta in un'intervista: "Al Rennes ti insegnano che puoi fare la differenza con la sfrontatezza. Da fermo puoi usare la tua qualità per uscire da una situazione". Al Metz si prende la titolarità in prima squadra, ma retrocede nel 2024. Qui l'Udinese fiuta il colpo, e lo porta in Italia per 8 milioni, uno dei tanti colpacci della gestione Pozzo.
Il primo anno con Runjaic è di apprendistato, in un campionato diverso dalla Ligue 1. Non c'è il tempo per azzardare, le marcature a uomo ed il pressing della Serie A obbligano i giocatori come Atta a cambiare il proprio stile. Atta però nel finale della stagione 24/25 comincia a far intravedere sprazzi di talento cristallino, e l'Udinese lo acquista a titolo definitivo, un segnale chiaro. La scorsa annata inizia col botto, con il gol a San Siro alla prima giornata. Atta è un giocatore molto atipico nella nostra Serie A, una specie di unicorno, un giocatore raro in un campionato spesso cristallizzato sui duelli. Le sue dimensioni fisiche sono importanti (1.89), ma la sua tecnica è d'élite. In un campionato dove si dribbla poco, Atta è quarto in questo fondamentale (66 dribbling riusciti, davanti ad esterni come Conceiçao e Rowe). Atta è stato un tassello chiave nella manovra dell'Udinese, formando una bella coppia con Zaniolo. Gli strappi dell'ex Roma unita alla qualità ed alle movenze di Atta, che infatti ha chiuso con 6 gol e 3 assist (ed anche 3 pali). Nel corso dell'annata ha perso sempre più confidenza e personalità: "Sono cresciuto nel prendermi le responsabilità. Passaggio, dribbling, tiro. Ora so che se sono libero e ho l’occasione devo tirare. Mi piace essere decisivo". Qui potrete leggere alcuni dei suoi numeri, attraverso i dati di Sofascore.
Atta, come detto, ha ampliato il suo raggio di azione. Per qualcuno sembra Bellingham, forse per la statura e quello stile caracollante. Nel centrocampo di Grosso potrebbe svolgere il ruolo di mezz'ala in grado di dare qualità alla manovra viola. Alla Fiorentina mancava un profilo simile, in grado di condurre il pallone per risalire il campo e galleggiare tra le linee. Ndour potrebbe essere il suo guardaspalle perfetto, e Fagioli il play basso. Un trio molto interessante, ma Atta ha dimostrato di saper giocare anche in porzioni di campo più avanzate. Un prototipo di giocatore ambizioso, quello scelto da Fabio Paratici, per una Fiorentina che vuole tornare ad avere uno stile riconoscibile.
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