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Dentro il calo di Gosens, tra numeri e ko: serve la maschera per tornare Robin?

Dentro il calo di Gosens, tra numeri e ko: serve la maschera per tornare Robin? - immagine 1
La Fiorentina è alla ricerca del vero Gosens. Il Robin di Palladino adesso fatica con Vanoli
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

1 settembre 2024, Robin Gosens segna all'esordio in maglia viola contro il Monza. Un gol di testa, pesante e di carattere, l'incipit di una grande stagione del tedesco. Dopo anni difficili tra Milano e Berlino, a Firenze Gosens è diventato un leader fin da subito. Lo spessore umano del ragazzo va ben oltre il terreno di gioco, è il barometro umano della viola di Palladino. 8 gol e 9 assist, numeri da trequartista per l'esterno tedesco. Ora però, come recitava Jack Nicholson, 'Qualcosa è cambiat'. Gosens sembra essere l'ombra di sè stesso, chissà se la maschera che dovrà indossare potrà farlo tornare sui suoi livelli.

Il calo

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Ai tempi dell'Atalanta Gasperini ha fatto scoprire all'Europa intera un giocatore dominante fisicamente. Una forza impressionante nelle gambe, unita ad un'abilità quasi unica nei duelli. A Firenze è arrivato un giocatore con qualche acciacco in più, ma ancora decisivo. Palladino ha sfruttato alla perfezione i suoi tempi di inserimento in area, e la sua capacità di dominare sui terzini avversari negli ultimi metri. Con l'inizio della nuova stagione i numeri sono calati drasticamente. Pioli voleva una Fiorentina più tecnica, con le richieste per Gosens che sono cambiate. Meno spinta, meno incursoni, meno gol. Poi ci si è messo di mezzo l'infortunio, che ha tenuto fuori l'ex Union per diverse settimane. Qui potete vedere l'analisi dei suoi numeri, riportata da Sofascore.

I numeri

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Nel frattempo è arrivato Vanoli, e la difesa a 4. Uno schieramento che da sempre penalizza Gosens, abituato a volare sulla fascia, protetto da una difesa a 3. Il calo dei numeri è chiaro, sia per i gol e gli assist, sia per i cross. Un altro dato preoccupante è quello sui duelli vinti, fondamentale dove Gosens eccelleva. Il numero 21 spinge meno, deve lavorare soprattuto sulla fase difensiva, e le combinazioni in "catena" con Solomon si vedono poco. Spesso è ancora pericoloso di testa, soprattutto sui piazzati, ma la sua influenza sul gioco è drasticamente diminuita. Lo scorso anno era stato il Robin perfetto, di fianco a Kean e De Gea, il secondo violino di lusso, spesso decisivo. Vanoli ha bisogno della sua leadership, anche se in campo è Parisi a farsi preferire. Serve la maschera per rivedere il vero Robin?