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Il tifoso lontano

Dal Libano, Quadrifoglia tifa Viola contro il Verona

Redazione VN
Il racconto prima di Verona-Fiorentina del tifoso viola lontano, con i gatti magici del suo Libano

È la disperazione che mi ha spinto a cercare di entrare nella testa e nei pensieri del Giglio, simbolo della Fiorentina, in questa stagione sciagurata. La sofferenza di vedere la squadra del nostro cuore collezionare sconfitta dopo sconfitta (battendo i peggiori record della sua storia) era troppo grande per rimanere impassibili. E’ così che la vigilia della partita contro l’Udinese al Franchi (il 21 dicembre 2025) decisi di provare ad infrangere la “maledizione” che ci impediva di vincere una sola partita in campionato. Abito in Libano, non posso andare allo stadio (non ci sono mai stato, a dire il vero) e l’unica “arma” che io possieda è la mia penna, la capacità di scrivere, in varie lingue, in modo creativo, poetico, ma anche semplice, e accessibile a tutti.

C’era un bellissimo tramonto quel giorno, e un nostro gatto, libero, selvatico, che guardava l’orizzonte con me, vicino al mare. I lettori più assidui di Violanews conoscono sicuramente Amaranto, il gatto fenicio che tifa Viola. I gatti, e gli animali in genere, sono creature innocenti. Chiesi ad Amaranto se se la sentisse di portare fortuna alla Fiorentina, presentandogli la sciarpa gigliata (comprata circa diciotto anni fa a Firenze). L’indomani, la Fiorentina vinse la sua prima partita di campionato, rilanciandosi nella corsa alla salvezza, quando sembrava ormai quasi spacciata, da sola all’ultimo posto con la miseria di 6 punti. Da quel momento la Fiorentina ha, passo dopo passo, costruito una stradina attraverso ripide montagne per uscire dal baratro in cui era finita. Ci sono voluti mesi, e, nelle ultime settimane la Fiorentina è finalmente uscita dalla zona retrocessione.

Tra pensieri e sogni

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Tuttavia il Giglio (ritorniamo nei suoi pensieri) sa che la Fiorentina ha solo due punti di vantaggio su Lecce e Cremonese. Ed è quindi vietato sottovalutare la partita contro il Verona, che giocherà con il furore della disperazione. La Fiorentina dovrà difendersi con calma e ordine per resistere agli assalti degli scaligeri, e cercare di concretizzare tutte le occasioni che creerà. E, poco importa se Kean parte titolare o no: ciò che importa è il bene della squadra, e non il singolo. Inoltre, il Giglio, forte della sua esperienza quasi centenaria, sa che ogni punto conta nella lotta salvezza, e, quindi, la Fiorentina non deve lanciarsi all’arrembaggio in modo scriteriato, perché un pareggio, anche se poco soddisfacente, è sempre meglio di una sconfitta.

Inoltre, il Giglio si augura che Vanoli non cambi modulo, e non proponga mai più il 3-5-2 di inizio stagione. Se Dodo è indisponibile, può essere rimpiazzato da Comuzzo come a terzino bloccato, o anche da Niccolò Trapani, terzino destro della Primavera. Bisogna avere coraggio con i giovani. E’ questo che manca al calcio italiano: gli allenatori preferiscono mettere un giocatore fuori ruolo (con generalmente pessimi risultati), piuttosto che fare giocare un giovane. La Fiorentina possiede il Viola Park che è una bellissima struttura. E, se Paratici vorrà costruire un modello virtuoso e vincente, dovrà fare in modo che questi ragazzi cresciuti nel settore giovanile della Fiorentina possano diventare protagonisti in prima squadra, evitando di comprare doppioni spesso stranieri, che finiscono per togliere tutto lo spazio ai nostri giovani.

In questa stagione sciagurata è tuttavia vietato pensare al futuro. La Fiorentina deve concentrarsi sulla sfida con il Verona. Ha il dovere di fare punti, per allontanarsi dalla zona retrocessione e avvicinarsi al gruppo di squadre (Cagliari, Genoa, Torino, Parma) che la precedono. Rimane una cosa da fare prima della partita.

Il dialogo felino

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“Amaranto!” il Giglio chiama, “ci sei?”

“Miao!”

Il Giglio sente un miagolio distante, poi però vede una gatta bianco e nera, che non conosce.

“Sono Quadrifoglia,” la gatta dice, “sono la fidanzata di Amaranto…”

Il viso del Giglio si illumina. Quadrifoglia è molto carina e dolce. Però ciò che lo diverte è il pensiero che Verona sia la città degli innamorati, e che, proprio per questa sfida, Amaranto gli abbia mandato la sua fidanzata, Quadrifoglia. Chissà se anche i gatti hanno i loro poeti?

Un po' dispiace al Giglio che il Verona retroceda. Però il Verona, come molte altre compagini di Serie A, schierano pochissimi giocatori italiani in campo. E, considerando i risultati negativi ottenuti dal Verona, questo modello è davvero poco virtuoso. Scarsi per scarsi, tanto vale fare giocare italiani.

Senza valori e senso di appartenenza, il livello della Serie A continuerà ad abbassarsi, e la nazionale italiana continuerà a guardare i mondiali in televisione. Al di là del campanilismo, il Giglio lo sa. Va bene comprare lo straniero che è un vero fuoriclasse, o comunque fortissimo. Però la base della squadra dev’essere italiana, come nella Fiorentina.

E, uno dei sogni del Giglio (oltre a vincere trofei) sarebbe di vedere la nazionale italiana impiegare un blocco di violazzurri.

Chissà come le cose sarebbero andate, se Gattuso avesse tenuto Kean in campo, e se avesse convocato Fagioli, Parisi e Ranieri?

Nota sull'autore

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Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). È titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su Linkedin.