«Eppure, cosa potevo fare? È il dio che compie tutte le cose», disse Agamennone al fratello Menelao nell’Iliade, nel tentativo di placare la sua ira dopo il rapimento di Elena. Qui il re di Micene incolpa gli dèi, ma chi si assumerà la responsabilità, in casa Fiorentina, di quanto accaduto con Nicolussi Caviglia? Eppure lui si era presentato proprio così, con l’Iliade tra le mani e quell’aria da bravo ragazzo pronto a conquistare il centrocampo viola. In realtà, le cose sono andate diversamente. L’esperienza di Nicolussi Caviglia alla Fiorentina è stata un flop totale.

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Cosa c’è dietro la bocciatura totale di Nicolussi Caviglia
Arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni, che sarebbe diventato obbligatorio al raggiungimento del 50% delle presenze da almeno 45 minuti, era stato individuato come un regista puro, cercato e voluto da Daniele Pradè per farlo crescere gradualmente. L’idea, poi rafforzata dai piani di Stefano Pioli per Fagioli, era quella di alternarlo proprio con l’ex Juventus. Con il passare del tempo, però, Nicolussi Caviglia si è mostrato sempre più fragile di fronte a una situazione via via più complicata.
La Fiorentina non vinceva e il centrocampista non riusciva a prendere per mano la squadra, come se tutto ciò che stava accadendo fosse troppo difficile da gestire per lui. Una squadra ultima in classifica, il fallimento del progetto tecnico e una piazza in piena contestazione: dal punto di vista mentale Nicolussi Caviglia non è sembrato reggere la pressione. Perché a Venezia la lotta salvezza è la normalità, ma a Firenze no, e questo fa tutta la differenza del mondo.
Eppure, la scorsa stagione a Torino, avrebbero fatto carte false per riportarlo in bianconero. Thiago Motta, in un’intervista al Corriere della Sera, lo aveva definito l’unico grande rimpianto della sua gestione juventina, escludendo Kean e Fagioli. La decisione di Fabio Paratici, in arrivo a Firenze, è invece stata chiara e netta: Nicolussi Caviglia farà ritorno al Venezia.
Il quasi ex dirigente del Tottenham lo conosce bene: fu lui a costruire quella giovane Juventus Next Gen composta da molti dei talenti poi ceduti negli anni. Se un dirigente così esperto ha scelto una bocciatura tanto decisa, un motivo ci sarà, e non sembra essere di natura tecnica.
In questo momento la Fiorentina è un vortice di negatività e, se non si è abbastanza forti, si rischia di venirne risucchiati. Nicolussi, con ogni probabilità, finirà al Cagliari, una piazza più adatta alla sua dimensione. E chissà, magari quella faccia da bravo ragazzo tornerà finalmente a sorridere.
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