Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. Per cominciare, la nostra redazione ha contattato Luciano Chiarugi, 1 scudetto nel 1969, 1 Coppa Italia e 1 Mitropa Cup nel 1966, 140 presenze e 33 reti in Serie A (in totale 203 presenze e 60 reti in gare ufficiali) con la maglia viola. Chiarugi abita a Vicchio e parla sempre volentieri di Fiorentina, perché è un inevitabile moto di sentimenti.

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Chiarugi: “Fiorentina, un sogno meraviglioso. Pesaola e quello Scudetto impensabile”
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Dopo queste ultime partite siamo tutti più soddisfatti perché, al di là dei risultati anche delle altre squadre, la Fiorentina si sta ritrovando nei suoi giocatori più rappresentativi come Gudmundsson e Fagioli, e poi c’è una bella sorpresa come Parisi. Mi sembra di vedere uno spiraglio positivo, nella situazione che si è creata. Si era cominciato a dubitare perfino di De Gea, ma anche lui ha ricominciato a fare miracoli. All’inizio della stagione eravamo tutti abbastanza soddisfatti della squadra e del ritorno di Stefano Pioli, però siamo calati in un tunnel di cui non si vedeva la luce. Non si vedevano reazioni dalla squadra, ma nelle ultime partite intravediamo questa luce. Ci attendono partite terribili, abbiamo superato lo scoglio della Lazio, ma ora c’è il Milan che viene da una bruciante quasi sconfitta col Genoa e vorrà rifarsi. Noi, però, siamo più consapevoli rispetto a qualche giornata fa. In fase difensiva il Milan ha qualche difficoltà in questo momento. Come ha detto Allegri, loro puntano allo scudetto, però la Fiorentina è in un momento in cui può dire la sua anche contro una grande squadra come il Milan”.
Il ricordo più bello?
“Per me la Fiorentina è un sogno meraviglioso. All’età di dodici anni mi sono avventurato, dal mio paese dove non c’era neppure la ferrovia, per una città meravigliosa come Firenze. I miei genitori erano preoccupati perché ero un ragazzino. I miei due fratelli più grandi giocavano nel Ponsacco, io gli portavo le borse e non pensavo certo di approdare alla Fiorentina, di indossare quella maglia ambita da tanti giocatori. Da raccattapalle ho potuto vedere il valore di grandissimi campioni, ma era un sogno insperato arrivare ad essere applaudito in quello stadio meraviglioso. In casa mia eravamo tutti tifosi della Fiorentina, quindi giocare con quella maglia ha avuto un valore speciale. Quando ho iniziato a venire all’alloggio dei giovani in Via Carnesecchi vicino allo stadio ho cominciato, forse, a crederci, e così i miei genitori, nel poter diventare un calciatore. I miei fratelli e i miei genitori hanno sempre cercato di trasmettermi educazione, ascolto e rispetto e se ho fatto una carriera di calciatore lo devo a questo. Sono tanti i ricordi che mi sono rimasti dentro. Nel 1966 Chiappella, che è stato come un padre, a Brescia mi dette la possibilità di esordire in Serie A, fu una soddisfazione e un premio per la mia famiglia per i sacrifici fatti, li avevo resi orgogliosi di me e quando ci pensavo mi commuovevo. Ho giocato con dei grandi campioni, fino al raggiungimento dello scudetto, noi squadra ye-ye, era impensabile. Quella Fiorentina, che aveva vinto il Torneo di Viareggio nel ‘66 e approdò in prima squadra, vinse uno scudetto che nessuno poteva ipotizzare. Pesaola, estroso come noi, ci diceva ogni volta che eravamo più forti degli altri e ci trasmetteva così entusiasmo. Con la società avevamo concordato dei premi, ma non per vincere il campionato! E l’immensa gioia di conquistare lo scudetto con una giornata di anticipo vincendo con la Juventus a Torino, con i gol decisivi mio e di Maraschi su mio assist, quella è una storia infinita nei miei ricordi. E poi gli anni come allenatore nel settore giovanile della Fiorentina, ho aiutato tanti ragazzi a crescere e a costruirsi un futuro professionale”.
L’augurio per il centenario?
“Quando si legge che lo stadio non è finito o si pensa come va il campionato… ma io ho fiducia, la storia della Fiorentina continuerà e i tifosi fanno bene a sognare, sempre. Anche se per un periodo le cose non vanno come dovrebbero, quando uno crede in una città e in una storia, la storia continua e io spero di vederlo sempre sventolare quel labaro viola”.
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