Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa ottava puntata, la nostra redazione ha contattato Enrico Albertosi. Portiere della Fiorentina dal 1958/59 al 1967/68 con 240 presenze (185 in Serie A, 13 in Coppa delle Coppe, 9 in Coppa delle Città di Fiera, 7 in Coppa Mitropa, 6 nel Torneo Rappan e 20 in Coppa Italia). Da tesserato viola ha vinto una Coppa delle Coppe nel 1961, due Coppa Italia nel 1961 e nel 1966 e una Coppa Mitropa nel 1966. Come piazzamenti: finalista di Coppa Italia nel 1958 e nel 1960, vice campione d’Italia nel 1959 e nel 1960, finalista Coppa delle Coppe nel 1962, finalista Coppa Mitropa nel 1965. Da tesserato viola conta inoltre 18 presenze in Nazionale e la vittoria del campionato europeo nel 1968. Da molti ritenuto il miglior portiere della storia della Fiorentina.

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Albertosi: “In viola il ricordo migliore. De Gea? La bischerata l’ha fatta l’altro”
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Ha avuto un po’ di fortuna a passare il turno in Conference League perché il portiere avversario ha fatto una bischerata. Probabilmente i viola hanno affrontato la partita con un po’ di sufficienza pensando al risultato dell’andata. Sullo 0 a 2 si vedeva che giocavano tesi, con preoccupazione. Meno male che dopo il terzo gol ce l’hanno fatta a recuperare, però in campo internazionale non si può giocare con questo atteggiamento. L’errore di De Gea? Ha calcolato male il rimbalzo della palla, ma di sera succede. De Gea rimane una sicurezza per la Fiorentina”.
Il ricordo più bello?
“Quando abbiamo vinto la Coppa delle Coppe nel 1961. Io ero arrivato da un paio di anni alla Fiorentina e giocai le partite in Coppa, benissimo sia a Glasgow che in casa. La ricordo con grande emozione perché è stata la mia prima vittoria importante”.
L’augurio per il centenario?
“Il mio pensiero va ai tifosi viola. Sono eccezionali, riempiono sempre lo stadio nel bene e nel male, vanno solo ringraziati”.
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