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IL TROPPO STROPPIA

Kouamè avvisa Gudmundsson e Kean: da soli non si va da nessuna parte

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Meglio risolvere il problema delle punizioni e dei rigori con carta, forbice e sasso, come facevano Mihajlovic e Adriano che vedere le scene viste ieri e con la Lazio. E Kouamè avvisa Kean e Gudmundsson
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

"Cosa è mancato? Giocare uno per l'altro. Se io o un altro facciamo gol, non fa differenza, abbiamo giocato poco insieme". (LEGGI L'INTERVISTA)Così, a fine partita, Christian Kouamé ha analizzato il pareggio della sua Fiorentina contro l'Empoli. Parole dure, forti, da vero capitano. Per una volta l'ex Genoa ha sostituito Biraghi e ha parlato direttamente a tutta la squadra. Ma a chi si riferiva l'attaccante viola? Indubbiamente ai suoi compagni di reparto, da Kean a Gudmundsson.

Durante un calcio di punizione dal limite per la Fiorentina, Gudmundsson si è conteso il pallone con Cataldi. Alla fine ha prevalso, come già accaduto al Franchi una settimana prima, l'islandese. Al di là dell'esito deludente del piazzato, è giusto soffermarsi sulla personalità del numero 10 viola. Il troppo stroppia, e Gudmundsson forse sta peccando proprio in questo. Ogni squadra ha un proprio equilibrio, e spetta all'allenatore mantenerlo. Palladino dovrà al più presto gestire la figura ingombrante di Gudmundsson. Scene come quella di ieri, o come quella con Kean sul rigore contro la Lazio, danneggiano solo la Fiorentina. Meglio risolverle con carta, forbice e sasso, come facevano Mihajlovic e Adriano, piuttosto che vedere episodi come quello tra Eto'o e Balotelli in un Inter-Palermo del 2010, con Zanetti che allontanò il futuro attaccante del Milan, deciso a imporsi su Eto'o per calciare un rigore. Brutte scene, sbagliate. E già da giovedì serve vedere una linea chiara, con ruoli definiti. La palla passa a Palladino. (LE NOSTRE PAGELLE)


Da soli non si va da nessuna parte. Questo è un concetto che i giocatori della Fiorentina devono capire subito. L'impatto di Kean è stato positivo, e trasmette quell'energia che fa bene alla squadra. Ora, però, deve trovare un equilibrio con Gudmundsson, perché a Firenze non importa chi segna, conta solo la Fiorentina. Che sia Kean, Gudmundsson, Colpani o qualcun altro, l'importante è vincere, insieme. E ieri la Fiorentina non ci è riuscita. Colpani ha abbassato la testa e si è scontrato con Viti per tutta la partita. Gudmundsson è stato marcato in modo eccellente da Grassi, mentre Kean non ha mai centrato lo specchio della porta. Questi sono segnali d'allarme che Palladino non può ignorare. Va bene la difesa a 4, ma se questo è il risultato, la soluzione va trovata altrove. Serve un esame di coscienza collettivo, prendendo le parole di Kouamé come punto di partenza. Adesso o mai più. In questa Fiorentina non c’è spazio per chi vuole giocare da solo. (LE PAROLE DI PALLADINO)

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