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Il messaggio di Paratici caduto nel vuoto e un calendario che fa paura
"C'è una differenza, che sembra piccola ma è sostanziale, tra il fare una cosa al 100% e il volere una cosa al 100% quasi con la disperazione di volerla. Se vado a lavorare dalle 8 alle 18, ho fatto il mio 100%, ma bisogna vedere come l'ho fatto, se ho dato tutto oppure no. Questo ci dobbiamo domandare".
Ve le ricordate le parole pronunciate da Fabio Paratici nella sua conferenza stampa di presentazione? Ecco, ad oggi restano (insieme al concetto del carrarmato) un bel manifesto che non ha però attecchito nella squadra. Il pareggio contro il Parma lascia esattamente la sensazione opposta: quella di una Fiorentina che fa il compitino, che sembra giocare "per timbrare il cartellino". Provate a guardare la prestazione del Genoa contro la Roma o quella del Lecce contro la Cremonese e vedrete cosa vuol dire metterci fame, voler fare risultato davvero, giocarsi (sportivamente parlando) la vita.
In una parola: avere un'anima, quella che purtroppo manca - da inizio stagione - alla Fiorentina. Paratici e Vanoli non sono evidentemente riusciti a far passare il messaggio. Che poi basterebbe che i giocatori guardassero la classifica e il calendario, ma forse è chiedere troppo. Come anche ipotizzare un possibile ritiro dopo un tris da incubo (Jagiellonia, Udinese, Parma) mentre la società ha ormai scelto la linea morbida. Speriamo che paghi.
Il paradosso è che oggi, classifica alla mano, la Fiorentina sarebbe finalmente salva per la prima volta da inizio stagione. Vanoli lo ha sottolineato con soddisfazione. Il problema è che la stagione non è finita e che aver fatto 1 punto tra Udinese e Parma rischia di lasciare enormi rimpianti nel conteggio finale (tocchiamo ferro). La partita di Cremona tra 7 giorni ha tutti i contorni dello spareggio della paura e la Fiorentina si è ridotta a giocarsi, se non tutto, moltissimo. I precedenti nelle altre sfide della disperazione non sono esattamente incoraggianti. Con 10 giornate rimaste, alla tabella di marcia dettata da Ferrari (in modo piuttosto singolare) mancano 3 vittorie e 4 pareggi, un bottino di ben 13 punti in un calendario che alterna delicati scontri diretti a sfide contro - nell'ordine - Inter, Lazio, Sassuolo, Roma, Juventus e Atalanta. C'è da invidiare chi è sereno e ottimista.
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