In una parola: avere un'anima, quella che purtroppo manca - da inizio stagione - alla Fiorentina. Paratici e Vanoli non sono evidentemente riusciti a far passare il messaggio. Che poi basterebbe che i giocatori guardassero la classifica e il calendario, ma forse è chiedere troppo. Come anche ipotizzare un possibile ritiro dopo un tris da incubo (Jagiellonia, Udinese, Parma) mentre la società ha ormai scelto la linea morbida. Speriamo che paghi.
Il paradosso è che oggi, classifica alla mano, la Fiorentina sarebbe finalmente salva per la prima volta da inizio stagione. Vanoli lo ha sottolineato con soddisfazione. Il problema è che la stagione non è finita e che aver fatto 1 punto tra Udinese e Parma rischia di lasciare enormi rimpianti nel conteggio finale (tocchiamo ferro). La partita di Cremona tra 7 giorni ha tutti i contorni dello spareggio della paura e la Fiorentina si è ridotta a giocarsi, se non tutto, moltissimo. I precedenti nelle altre sfide della disperazione non sono esattamente incoraggianti. Con 10 giornate rimaste, alla tabella di marcia dettata da Ferrari (in modo piuttosto singolare) mancano 3 vittorie e 4 pareggi, un bottino di ben 13 punti in un calendario che alterna delicati scontri diretti a sfide contro - nell'ordine - Inter, Lazio, Sassuolo, Roma, Juventus e Atalanta. C'è da invidiare chi è sereno e ottimista.
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