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Viery manifesto del nuovo corso sul mercato: il rilancio passa da scouting e coraggio

Viery
Alla Fiorentina è finito il tempo degli orizzonti chiusi: se il buon giorno si vede dal mattino... l'analisi nell'editoriale per Violanews
Matteo Magrini

E il primo è andato. “Fresche l'ova”, direte voi, e non avreste nemmeno tutti i torti. Del resto l'acquisto di Viery è notizia ormai “vecchia” (anche se il brasiliano è arrivato a Firenze ieri) e nel calciomercato, si sa, non si è mai sazi. Per questo è più che comprensibile la fame di altri colpi, così come la curiosità nel capire come e dove interverrà Fabio Paratici, ma l'operazione che ha portato in viola il difensore brasiliano ci fa (ancora) comodo per fare qualche riflessione.

Più sbocchi sul mercato

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La prima: è finita l'era dell'orizzonte chiuso. E sia chiaro. Ciò non significa che il nuovo direttore sportivo non abbia rapporti privilegiati con questo o quel procuratore o che non abbia corsie preferenziali con questo o quel club. Molto semplicemente, significa che non se ne fa condizionare. Li sfrutta, se pensa che possano portare ad un affare, ma non si sentirà mai né costretto né spinto ad agire sempre e soltanto in quelle direzioni. Il nuovo responsabile del mercato della Fiorentina può parlare con qualsiasi club, ha contatti diretti con qualunque agente e molto spesso può andare direttamente da un proprietario/presidente per risolvere una questione. Un salto di qualità non da poco, rispetto al recente passato.

Valorizzazione: Viery apripista

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Seconda riflessione: lo scouting e la costruzione del patrimonio. Da quanto tempo, a Firenze, chiediamo che si torni ad acquistare ragazzi possibilmente giovani, magari sconosciuti, che possano nel tempo aumentare il valore tecnico ed economico della rosa? Ecco. Con Viery, finalmente, si è tornati ad agire in quel senso. E basta dare un occhio alle difficoltà che si hanno oggi nel vendere per capire di cosa stiamo parlando. Sembra incredibile, ma alla fine siamo più o meno sempre lì: da quando è stato esaurita l'eredità di Corvino, la Fiorentina non ha praticamente più generato alcuna vera plusvalenza. Ciò significa che ha acquistato spesso male, altrettanto spesso ad altissimo prezzo, e anche quando ci ha visto giusto (pensiamo a Dodò...) non è poi riuscita a difendere/tutelare/valorizzare i suoi “beni”.

Il rischio necessario

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Una considerazione questa, che ci porta alla terza riflessione: il coraggio. Lo invocavamo nelle scorse settimane, ma sinceramente non avevo alcun dubbio che Paratici ne avrebbe avuto. Mi spiego: nessuno ci può garantire che Viery diventerà un top o che si riveli un acquisto azzeccatissimo e anzi, c'è sempre la possibilità che si riveli un'operazione sbagliata, ma oggi come oggi se la Fiorentina vuol provare a colmare il gap con chi le sta davanti non ha che questa via: rischiare, investire sui giovani, arrivare prima su profili che altrimenti tra sei mesi o un anno sarebbero irraggiungibili. Lo stesso Koleosho (a proposito... se non è convinto al 100% può stare dov'è...) sarebbe un giocatore di quel tipo. Un talento, non un campione annunciato (su quelli arrivano prima club come Psg, City, Real... che possono pagare 40/50/60 milioni per un 17enne...) ma che in prospettiva può diventare uno capace, almeno in Serie A, di fare la differenza. In fondo, son quei profili su cui l'Atalanta ha costruito la propria fortuna...

Speranza

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Se il buongiorno si vede dal mattino insomma... possiamo guardare al futuro prossimo con un po' di speranza. Anche perché Paratici sembra libero (e ci mancherebbe altro) di agire in piena autonomia, senza dover fare mille passaggi prima di poter chiudere un'operazione. Alt: non vuol dire che non ha paletti o parametri da rispettare. Vuol dire però, che sarà lui e soltanto lui a decidere che strategie e che strade seguire. Alla fine poi, come è giusto che sia, sarà il campo a parlare.