Intorno al mercato della Fiorentina c’è da una parte molta curiosità dall’altra un certo scetticismo misto anche a meraviglia. La situazione è nota. Il club ha un’eccedenza di giocatori e quindi di ingaggi che deve smaltire che si quantifica più o meno in una cinquantina di elementi. Eppure Paratici si muove “all’attacco”. Dopo aver preso il difensore brasiliano Viery è alle prese con la vicenda Thorstvedt (norvegese centrocampista del Sassuolo) ma non finisce qui, l’interesse del manager viola da Luca Koleosho (un esterno Usa ma naturalizzato italiano) all’argentino Zeballos (esterno del Boca in scadenza di contratto) e ancora e ancora.

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Paratici e la tattica dell’ultimo chilometro
Casi spinosi
—Per ora, però, non si è vista una cessione. La domanda naturale è: la proprietà gli ha aperto un credito ampio e irrituale? Un fatto è certo. Fabio Grosso vuole una squadra in cui gli esterni siano la chiave vincente. Paratici lo sa ma sa anche che la situazione non è semplice. Deve risolvere casi spinosi come quelli di De Gea, Dodô, Gudmundsson e soprattutto Kean. Contratti pesanti che in qualche modo vanno sistemati e i giocatori sostituiti.
Come un ciclista
—Una volta Alfredo Martini mi raccontò che quando un ciclista era in crisi durante una salita, si alzava sui pedali come se volesse attaccare da un momento all’altro per confondere gli avversari. Ecco, in qualche modo, sembra che Paratici stia facendo sua questa “tattica”. Il suo attivismo pare voglia mascherare le necessità della società. Una tattica furba, non c’è che dire, che potrebbe dare i suoi frutti. Il vero nodo del mercato della Fiorentina comunque restano le cessioni. Al di là del credito che la famiglia Commisso ha aperto a Paratici, ci sono anche regole contabili cui bisogna ottemperare. La tifoseria è contenta di rivedere finalmente sui giornali la Fiorentina come protagonista (seppure virtuale) ma alla fine bisogna stringere. La squadra viola, quest’anno causa la sua deludente classifica, dovrà disputare la qualificazione per la Coppa Italia già dalla metà di agosto, quindi anche se il mercato chiuderà a settembre, bisognerà concretizzare tutto, come direbbe Alfredo Martini, prima di intravedere… lo striscione dell’ultimo chilometro.
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