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Vanoli, siamo su scherzi a parte
Paolo Vanoli, faccia corrucciata, occhiali grandi come quelli di Arisa prima maniera, girovaga intorno alla sua panchina con la sofferenza di Amleto. Come il principe danese si tormenta. Il quesito non è essere o non essere ma difesa a tre o a quattro? E mentre consuma il suo dubbio la Fiorentina subisce sette gol in due partite. Non siamo nel castello di Kronborg né nella fantasia di William Shakespeare. Purtroppo è tutto vero.
Il disastro, poi, a fine partita: "Facciamo un esame di coscienza, Rugani non era pronto; la difesa a tre? I difensori erano stanchi dopo la Conference (?) Volevo più copertura… zero tiri in porta sono lo specchio della nostra partita; Adesso dobbiamo fare tutti un esame di coscienza… sta diventando pericoloso prendere schiaffi, i ragazzi lo devono capire… non basta Paratici per cambiare mentalità”. E’ un rapido collage delle sue dichiarazioni. Potete cambiare la successione delle frasi ma il senso non cambia: la Fiorentina è nel caos e il suo allenatore dí più. LEGGI LA NOSTRA RASSEGNA STAMPA DI OGGI
La Fiorentina procede con una media punti di 0,88, subisce 1,5 gol a partita (di cui nove da calci piazzati), lui cambia modulo e formazione rincorrendo i suoi dubbi. Non sono mai stato un convinto assertore dell’esonero ma oggi a undici partite dalla fine è legittimo porsi la questione. Guadagnarsi la salvezza è una piccola grande impresa, non facile anzi, non semplice ma occorre unità di intenti. L’allenatore è il “regista” cui tocca il compito di gestire i dubbi, le incertezze e qualità dei suoi giocatori. Ma Vanoli come può farlo se è lui il primo a non risolvere i suoi? Il passaggio su Paratici, seppur timido, la dice lunga. ---> LEGGI IL CALENDARIO STAGIONALE AGGIORNATO DELLA FIORENTINA
Vanoli era arrivato a Firenze con il compito di raddrizzare una brutta squadra ma ad oggi non ha risolto nessuno dei problemi che ha trovato. La Fiorentina prende gol con facilità, non regge un vantaggio, non sa recuperare una difficoltà. Qualcuno dirà: ma chi si può prendere al suo posto? La domanda da farsi è: con Vanoli ci si può salvare? Si vince e si perde per meriti propri o per demeriti altrui ma la somma algebrica non è una formula magica: bisogna aiutarsi.
Ecco questa squadra, questo gruppo non sa aiutarsi, sembra non saper collaborare. Vero è che in un momento dove incombe una guerra pare inadeguato preoccuparsi per il calcio. Ma la sofferenza ha vari colori. Il nostro è il viola e la sua gente. Altrimenti non ci resta che sperare di essere su “Scherzi a parte…”
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