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La prima viola di Grosso

Tra Pirandello e il cantiere: la prima Fiorentina di Grosso

Copertina Sandrelli
La partita con il Gubbio è stata l'occasione per vedere la prima Fiorentina di Grosso, tra vecchi e nuovi volti
Massimo Sandrelli

Sì riparte con il Gubbio nel caldo di Bagno a Ripoli. Fabio Grosso mette in mostra la sua mercanzia. Nuovi e vecchi. Li mescola, ci confonde. Il telecronista di DAZN stesso non riesce a stargli dietro. Del resto per 2,99 euro che pretendete pure i semi? La Fiorentina somiglia alla vecchia con piccole novità. Oppure si può dire che Grosso centellina i nuovi per far mostra dei partenti, ma a noi interessava vedere i nuovi, dei vecchi ne sappiamo fin troppo. Il Gubbio gioca benino pur essendo di tutt’altra categoria. La Fiorentina è come un’opera pirandelliana, con gli attori alla ricerca di loro stessi.

I protagonisti dell'opera

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Gudmundsson, ad esempio, è sempre lui: ancheggia promettendo un dribbling che non gli riesce mai e l’unico tiro che lo soddisfa è quello del rigore. Piccoli, nel primo tempo, Kean nel secondo cercano di incidere lasciando le massaie del mercato con il solito dubbio: chissà se c’è la mia misura… Dragusin e Viery (che non bisogna pronunciare alla francese visto che il padre lo chiamò così in omaggio al prode Bobo) sembrano in campo per onore di firma. Atta passeggia ispirandosi all’ultimo Messi. Di Jimenez risalta la voglia di mettersi in mostra e poco più. Piacciono invece i giovani. Fortini e Balbo si muovono e si ostinano a chiedere spazio. Federico Croci è probabilmente la migliore sorpresa. Gioca da esterno, supera di frequente l’avversario e cerca di servire i compagni con dei cross deliziosi.

Oulai

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Entra anche il giovane ivoriano Inao Oulai che, liberatosi dagli appetiti turchi, si piazza in mezzo e indossa con disinvoltura un "completo da regista": tocca, riceve, gioca di prima e prova perfino qualche cambio di campo. Ordinato con buon senso di posizione induce a capire che conosce quel mestiere. Insomma la Fiorentina è un cantiere aperto: non sarà come lo stadio né ci auguriamo come la tranvia, ma per giudicarla c’è bisogno di molti giorni ancora. Si vede che tra loro molti vivono l’incertezza del loro futuro né ancora può emergere il progetto tattico di Fabio Grosso. Ma il viola sta riprendendo colore…