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Spending review e fantasia: comincia la prima estate della coppia Paratici-Grosso
Lo dico subito e, ci crediate o no, lo dico augurandomi con tutto me stesso di (ri)andare dritto nel muro. Era successo un anno fa, quando avevo accolto con entusiasmo e soddisfazione il ritorno di Stefano Pioli, e spero accada ancora. Il riferimento, va da sé, è all'ormai prossimo arrivo di Fabio Grosso. Questione di giorni, più probabilmente di ore, e poi tutto verrà messo nero su bianco. Giusto il tempo di formalizzare l'uscita dal Sassuolo (l'appuntamento dovrebbe esser fissato per domani) e poi via, direzione Viola Park. Lo aspettano un contratto di due anni (più opzione), un direttore sportivo che lo conosce come nessuno ma, soprattutto, una città che certo non esplode d'entusiasmo e che rimanderà (come giusto che sia) al campo qualsiasi valutazione.
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Personalmente però, giusto per tornare da dove siam partiti, speravo in qualcosa (qualcuno) di diverso. Un allenatore che potesse sul serio stuzzicare fantasia e sogni dei tifosi e sia chiaro, non ne faccio una questione di nome. Anzi. Parlo di idee, proposte, gioco. E se è vero che il suo Sassuolo in questa stagione è stato sicuramente portatore di una precisa identità, non posso non notare come proprio quel tipo di organizzazione non sia quella che preferisco: blocco basso, possesso spesso concesso agli avversari, tanta attenzione a “distruggere”, prima che a costruire. La domanda è: il mister ha impostato così la sua squadra per le caratteristiche dei giocatori che aveva a disposizione o è proprio quello il suo “timbro”? Alla sua Fiorentina, l'ardua risposta.
E così veniamo a quello che accadrà dalla prossima settimana in poi. Lunedì infatti è in programma la partenza per gli Usa di Fabio Paratici e Alessandro Ferrari e come detto più volte in cima all'ordine del giorno c'è la questione budget. Con una sensazione, magari sbagliata, ma al momento abbastanza forte: tra i primi obiettivi ci sarà una (forte) riduzione dei costi che si traduce, ovviamente, con la necessità di sacrificare i giocatori con l'ingaggio più alto o che per “rapporto qualità/prezzo” i viola non possono più permettersi. Non sono un caso insomma le rinnovate voci su una possibile partenza di De Gea, così come quelle su Kean. Si vedrà. L'altra conseguenza di questa probabile spending review ricadrà invece sugli acquisti e sulla filosofia che ne starà alla base: basta usato sicuro (?), e caccia a giovani talenti o a giocatori di qualità in quei campionati, soprattutto del nord Europa, dove i costi sono ancora abbordabili.
E per fortuna che proprio questa è la specialità di Fabio Paratici e del suo braccio destro (nello scouting) Lorenzo Giani. Avranno bisogno di fiuto e fantasia, per costruire una squadra che sappia almeno riaccendere d'entusiasmo Firenze. Eccola, la parola chiave. “Fantasia”. Giocatori forti nell'uno contro uno, che sugli esterni (fondamentali nel 4-3-3 di Grosso) sappiano creare superiorità numerica, che non abbiano paura di rischiare. Stesso discorso per il centrocampo. Un reparto già in overbooking, ma che andrebbe pesantemente rivisto. Mancano fisicità, gambe, capacità di coprire tanti metri di campo e, perché no, almeno un calciatore che sia in grado di parlare la stessa lingua di Fagioli. Mica semplice, si dirà. Vero. Anzi, difficilissimo. Per questo, si torna sempre lì, servirà tanta fantasia. In campo, in panchina, dove Grosso dovrà costruire una Fiorentina sbarazzina, e fuori, con Paratici chiamato a dare il meglio di se stesso in un contesto molto, ma molto complicato.
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