VIOLA NEWS esclusive gli opinionisti Quaranta i giocatori viola da vendere. Dal Sassuolo da prendere c’è Lipani
L’editoriale del giovedi

Quaranta i giocatori viola da vendere. Dal Sassuolo da prendere c’è Lipani

Enzo Bucchioni Editorialista 
Serve una squadra nuova per ripartire, Grosso ha bisogno di gente motivata, affamata, che non si porti dietro momenti difficili e non parta da posizioni pregresse

Ci sarà una rivoluzione profonda, questa rosa, questa squadra dovranno essere rinnovate al massimo livello per mettersi definitivamente alle spalle una delle peggiori stagioni della storia viola, ma anche per chiudere vecchie storie del passato, situazioni mai chiarite, due anni di gestioni più che discutibili di Ferrari e Pradè. Certi giocatori, certi nomi, non sono più spendibili o presentabili, al di là del loro valore tecnico.

Serve una squadra nuova per ripartire, Grosso ha bisogno di gente motivata, affamata, che non si porti dietro momenti difficili e non parta da posizioni pregresse. Quando si mettono le basi per un futuro diverso, quando si crea un progetto che vuol chiudere con il passato l’unica strada da battere è questa.

Saranno una quarantina i giocatori da vendere, fra questi una buona metà tornano dai prestiti in Italia e in Europa. Da qui dovrà ripartire Paratici per fare quella piazza pulita che il calcio impone, ma anche per recuperare risorse, abbattere il monte ingaggi e liberarsi di una zavorra che in questi anni ha indubbiamente condizionato i programmi e appesantito la gestione. Pensate, tanto per dirne uno, la Fiorentina ha ancora sotto contratto uno come Sabiri o si troverà ancora una volta a discutere di Sottil o Beltran. Basta.

Se Paratici è davvero quel direttore sportivo di primo piano sul quale Firenze ha investito e dal quale tutti si aspettano molto, dovrà far vedere di essere bravo soprattutto in questo, riuscire a vendere, sistemare tutti quelli che non rientrano più nei programmi, ma anche trovare accordi di rescissione nei casi più difficili, proprio perché l’obiettivo deve essere voltare pagina. E per lui l’opportunità di far vedere una volta per tutte che è bravo anche senza Marotta.

Se il Ds viola riuscirà in questa impresa, riuscirà ad azzerare, vorrà dire che ha rapporti e conoscenze davvero profonde che lo aiutano nel mettere a posto le caselle.

Ma oltre agli esuberi e ai rientri, l’altra grande partita si giocherà sui giocatori che guadagnano troppo come Kean o De Gea, o su altri che hanno deluso e non possono restare come Gud, ma anche Gosens.

Forse non s’è ancora recepito cosa significhi aver scelto Grosso. La Fiorentina vuol davvero ripartire da una squadra diversa, da un progetto tecnico che non abbia contatti con il precedente, le radici vanno tagliate. Ma questo è normale, Paratici un po’ per presunzione, un po’ per necessità, dovrà costruire una squadra tutta sua, per il calcio che ha in testa, per il futuro che si immagina.

Non ci sono incedibili, se arriveranno le offerte giuste potranno partire tutti, salvo alcuni giovani interessanti come Ndour e altri sui quali la Fiorentina poggerà le sue basi. Anche Brescianini e Fabbian, figli di un mercato frettoloso di Paratici, nonostante l’obbligo di riscatto appena rispettato, potrebbero partire. E con loro pure big come De Gea che a 37 anni e con lo stipendio che prende, non può essere una bandiera per il futuro.

Vedremo fino a dove potrà spingersi Paratici, ma questa operazione è praticamente obbligatoria.

In attesa di conoscere quello che si sono detti negli States la famiglia Commisso e i dirigenti viola, quali sono state le linea guida condivise, è chiaro che la Fiorentina dovrà tagliare il più possibile con il passato, ma anche ridurre un monte ingaggi che era stato dilatato a dismisura per provare l’attacco alle coppe che contano. Adesso, senza coppe, i conti andranno riportati a una dimensione gestibile e la rosa dovrà essere fatta con gente che ha fame, si vuole affermare, quindi tanti giovani, ma anche giocatori in cerca di riscatto o mai esplosi che hanno però potenzialità e sono funzionali per il gioco di Grosso.

Alcuni nomi cominciano a girare, ma siccome Paratici è da giorni negli Stati Uniti con Ferrari, ma anche con la compagna Pilar Fogliati, mi piacerebbe sapere chi ha portato avanti le trattative in questi giorni come sostiene qualcuno. Curioso e improbabile.

Thorstvedt non piace da oggi, la Fiorentina ci aveva già provato a gennaio. Può essere un buon giocatore, funzionale. Ma se dovessi scegliere, dal Sassuolo prenderei un come Luca Lipani, 21 anni, un regista moderno, lo abbiamo visto brillare in Nazionale con Baldini. Prendere lui vorrebbe anche aprire alla possibilità di fare plusvalenza su Fagioli che ha mercato pure in Premier. Ma non fossilizziamoci sugli emiliani solo perché Grosso li ha allenati, teniamo sempre presente che il Sassuolo vende solo a caro prezzo.

Comunque tutto dipenderà da quanto avrà comunicato la famiglia Commisso che sta preparando il Centenario nel nome di Rocco e per bocca del presidente Joseph ha già fatto sapere che non penserà in piccolo.

Al di là di Grosso, per me una scelta coraggiosa e intelligente, e andando oltre la squadra che nascerà, la sensazione è sempre la stessa: prima o poi la Fiorentina andrà venduta.

Anche se Paratici dovesse avere carta bianca, anche se lui è un uomo di calcio, non è pensabile che nel medio-lungo termine la Fiorentina possa andare avanti con un presidente che non può venire in Italia per mille ragioni e con la signora Catherine che continua solo in nome e per conto di Rocco. Fino a quando?

Probabilmente si capirà tutto alla fine della successione e della riorganizzazione di Mediacom che, secondo indiscrezioni sempre più forti, intanto potrebbe non rinnovare la sponsorizzazione che vale più di venti milioni. Vedremo, ma sarebbe un primo segnale da cogliere.