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Patti chiari, amicizia lunga: Firenze aspetta che parli la società e spera in un vero nuovo inizio

Patti chiari, amicizia lunga: Firenze aspetta che parli la società e spera in un vero nuovo inizio - immagine 1
L'unica prova che conta sarà come sempre quella dei fatti ma già giovedì potremmo iniziare a farci un'idea su questo nuovo corso
Matteo Magrini

Se il buongiorno si vede dal mattino... giovedì inizieremo a capire se siamo davvero all'alba di un nuovo (e promettente) inizio o se, come già troppe volte in passato, siamo destinati all'ennesimo capitolo del Gattopardo in salsa viola. “Tutto cambia, perché nulla cambi”. Ci auguriamo di no, e se è vero che una conferenza stampa non può e non può esser mai specchio (troppo) fedele della realtà è altrettanto evidente che ci sono sfumature, toni, parole e atteggiamenti che possono valere parecchio. Basta pensare a quanto successo in altre occasioni simili, alle quali la dirigenza della Fiorentina si presentò con parecchia spocchia e valanghe di finta umiltà.

Domande e risposte

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Stavolta però, e non è un particolare da poco, al tavolo della sala media del Viola Park ci sarà un dirigente di grande esperienza e riconosciute capacità. Un gran bel passo avanti, e non ce ne voglia chi c'era prima di lui, ma che (da solo) non può bastare per fare della Fiorentina una società finalmente proiettata nel futuro e, soprattutto, decisa a fare calcio. E ripeto. L'unica prova che conta sarà come sempre quella dei fatti ma già giovedì potremmo iniziare a farci un'idea su questo nuovo corso. I temi in ballo sono tantissimi: il budget, gli obiettivi, il percorso che si ha in mente, le intenzioni della famiglia Commisso, lo stadio. Per ognuno di essi ci saranno domande, e per ognuna di queste ci dovranno essere risposte il più possibile chiare.

Verità

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Facciamo un esempio. Ci sono da ridurre i costi? Lo si dica senza girarci troppo attorno. C'è la necessità (rischio) di dover sacrificare qualche pezzo pregiato (ma quanti sono, poi?)? Lo si ammetta senza lanciarsi in chissà quale promessa. “Il futuro di Kean? Inutile dare delle garanzie oggi”, disse a stagione ancora in corso Paratici ed è esattamente quella la strada da seguire: piedi per terra, nessuno slancio se non si hanno serie certezze. E' un atteggiamento che nell'immediato può scontentare quelli che si aspettano sempre trombe e fanfare ma badate bene. Sono gli stessi, poi, che rinfacceranno ogni virgola. Verità, per intendersi. E' quella la chiave. Con la consapevolezza che “può far male” ma che, alla lunga, pagherà sempre.

Firenze è pronta

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Sento spesso dire o porsi questa domanda. “Ma saremmo pronti a Firenze per accettare e sostenere un percorso di medio/lungo termine, che magari non porti risultati immediati?”Un dubbio lecito, e ci mancherebbe, ma che personalmente non condivido. Sono convinto infatti che la città sarebbe ben felice di sentire parole del tipo “vogliamo costruire una Fiorentina che nel tempo sia sempre e comunque riconoscibile, che parta dai i giovani e da un'idea condivisa e coltivata dal settore giovanile e fino alla prima squadra. Sappiamo che questa squadra deve lottare per stare in Europa, e lavoreremo per quello, ma la strada per arrivare ad un alto e continuativo livello di competitività è lunga e passa attraverso tappe da fare passo per passo”. Sarebbe un discorso serio, di chi vuole una volta per tutte far le cose per bene e sono certo che Firenze non potrebbe che sostenerlo.

Sorprendeteci

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Certo, se poi dalla settimana di confronti negli Usa fosse uscita la decisione di un grandioso rilancio, all'insegna di maxi investimento e ricerca di un triplo salto in alto dopo l'ultima, disgraziata stagione, ben venga. Ne saremmo sorpresi, sinceramente, ma ovviamente felici. Non ci resta che aspettare, augurandoci nel frattempo che a New York la proprietà abbia dato deleghe chiare, e che a nessuno venga in mente di entrare nella sfera dell'altro. Chi sa di calcio, si occupi di calcio. Chi sa d'altro, si occupi d'altro. Ne va del bene della Fiorentina... ed è da lì che si capirà che lo ha veramente a cuore.