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Pare parecchio… bene, ora è davvero un’altra Fiorentina. Cos’è cambiato?
Pareva parecchio Parigi… come il film di Leonardo Pieraccioni. La squadra vista contro l’Inter non è neppure parente di quella che per gran parte di questo campionato ci ha afflitto con delle prestazioni a dir poco scandalose. Pareva proprio un’altra Fiorentina.
Si dice: la palla è rotonda. Una verità un po’ banale ma assoluta. Come si può spiegare, però, tanta differenza? Un problema di autostima? Problemi di moduli? Problema di condizione? La Fiorentina domenica sera ha rischiato di vincere, addirittura e se avesse colto un successo nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Certo, gli episodi sono sempre determinanti. Gli uomini di Chivu avrebbero potuto raddoppiare il vantaggio iniziale, poi ci sono stati momenti anche fortunati ma anche i viola hanno avuto occasioni importanti.
Si dice: l’Inter ha il “braccino”, forse ai nerazzurri è entrato il “tarlo” della paura ma dopo il gol lampo di Pio Esposito, sembrava tutto in discesa per Barella e compagni. Invece la Fiorentina ha giocato da squadra, ha preso sicurezza, ha imbracato gli avversari con determinazione e sicurezza, come non era mai successo in questo campionato.
Certo, la difesa viola continua a combinare qualche pasticcio. Prende rischi inutili e specie sui calci da fermo appare inadeguata. Ranieri non potrà mai contrastare un “bisteccone” come Esposito sui palloni alti. Quello che ha esaltato tutti i tifosi è la voglia con cui i viola sì sono opposti a quello che sembrava un risultato scontato dopo quarantadue secondi dal fischio d’inizio.
E qui torniamo al quesito iniziale, cosa è successo? C’era un baco? E’ finita una malia? Mettiamo da parte alambicchi e stregonerie, ora la Fiorentina ha le potenzialità per salvarsi agilmente e pensare perfino all’occasione della Conference. Alla vigilia la più parte degli opinionisti avevano accreditato la Fiorentina di essere una buona squadra.
Diciamo che finalmente ciò che sembrava in teoria ora appare più vero. E’ il momento di non sbagliare più. Paolo Vanoli finora ha sofferto molte pene, qualcuna, diciamo il vero, se le è procurate da solo. Certe sostituzioni, come quella di Kean a cinque minuti dalla fine, ci paiono inspiegabili. Altre, come la composizione del pacchetto difensivo, spesso sembrano partorite dall’incertezza. Prenda atto che non si può continuare a prendere gol in ogni occasione e faccia le scelte più appropriate. Ora pare parecchio bene…
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