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Il Tottenham tenta di bloccare Paratici. In arrivo esterno, centrocampista e difensore

Il Tottenham tenta di bloccare Paratici. In arrivo esterno, centrocampista e difensore - immagine 1
Un piccolo passo verso la salvezza, la missione è tracciata: venticinque punti in venti partite
Enzo Bucchioni Editorialista 

Eppur si muove, ripartiamo da Galileo.

Eppur si muove, e non è solo la classifica. Dalla vittoria sulla Cremonese prendo ovviamente i tre punti, ma anche altre piccole cose e sensazioni che danno speranze più concrete e più solide.

La crescita di alcuni singoli è evidente, gente come Fagioli, Comuzzo, ma anche Gudmundsson sta molto meglio. Lo dico sottovoce per paura di farmi sentire, ma Fagioli ha fatto una gran partita, difensiva e offensiva. Da Fagioli quasi vero. E poi il gol decisivo allo scadere, quando la Fiorentina di solito li prendeva, può essere il segnale di un’inversione di tendenza. Kean, nonostante tutto, forse ha capito che serve quello vero.

La strada è ancora lunga e difficile, è appena cominciata, ma intanto alla salvezza mancano tre punti in meno. Ne servono almeno altri 24-25 per stare tranquilli, forse meno, ma non faccio tabelle. Nel calcio non si fanno, la Fiorentina deve andare in campo con il furore e la rabbia dentro per provare a vincerle tutte. Questo è lo spirito, i conti dopo.

Spiegatelo a Ferrari che i calcoli li fanno i ragionieri, nel calcio i risultati non si programmano, prima si fanno.

Venticinque punti in venti partite: è questa la missione.

Se la squadra ha capito davvero, se è cambiato l’atteggiamento e l’aria è diversa, si saprà già domani sera all’Olimpico contro la Lazio. Serve una conferma immediata per dare corpo alle speranze e consapevolezza alla squadra. Un ritorno indietro sarebbe come dire che quel poco che s’è fatto era solo un castello di sabbia, un’illusione. Inaccettabile.

Mi aspetto quindi un’altra prestazione determinata e concentrata contro una Lazio che non ha i problemi di classifica della Fiorentina, ma enormi guai tra assenze e squalifiche. Lo spirito giusto sarebbe andare a Roma per fare il colpo. Poi vedremo.

Ovviamente per supportare le speranze e rafforzare la crescita serve anche il mercato. Questa squadra pensata male e costruita ancora peggio va cambiata e ormai s’è ampiamente capito. E’ bastato un giocatore come Solomon per dare una scossa. Non è un campione, ma ha dinamismo, qualità tecniche e intelligenza. Se non fosse intelligente non avrebbe messo il cross che ha portato al gol, ma giocato da solo cercando di saltare l’uomo.

Solomon è il primo colpo firmato Paratici, ne aspettiamo altri.

Ma quando arriva il nuovo dirigente viola a prendere in mano tutto il comparto tecnico?

Le difficoltà ci sono. A Londra fanno fatica a dare il via libera, il mercato è aperto anche per loro e non a caso l’allenatore Frank ha ribadito che “Paratici sta lavorando per noi duramente, giorno e notte”.

La decisione è presa, ma ci vorrà tempo, l’importante è che lavori anche per la Fiorentina. In fondo non è così impossibile, la storia del calcio racconta di dirigenti che sottobanco facevano mercato per 3-4 squadre diverse.

Paratici sarebbe prezioso a Firenze anche per altre ragioni, serve la presenza quotidiana di un uomo di calcio e di carisma che manca maledettamente da troppo tempo. Ma arriverà, questo è certo. E sono pure sicuro che stia parlando con Goretti davvero giorno e notte e di frequente anche con Vanoli.

L’obiettivo è portare a Firenze in tempi brevi almeno un altro esterno d’attacco, un centrocampista e un difensore centrale. Poi ovviamente c’è una rosa da sfoltire.

Vanoli l’ha detto, sta lavorando per andare a regime con il 4-2-3-1. In questo momento la Fiorentina gioca una sorta di 4-4-1-1 con due esterni meno attaccanti. L’evoluzione al nuovo modulo potrà avvenire con Solomon a sinistra e Gud sottopunta. Per la destra si punta Boga, ex Sassuolo. Ma a piede invertito si potranno scambiare. Piace anche Ngonge che nel Torino gioca poco, s’è salvato due anni fa con il Verona, sa come si fa.

In mezzo al campo Brescianini dell’Atalanta potrebbe portare energie e buona qualità. E’ giocatore che sa cosa vuol dire lottare, può essere alternativa a Mandragora o con lui in un centrocampo a tre. Paratici spera di prendere Miretti dalla Juve, uno che conosce bene. S’è salvato a Genova, sa cosa significa, il livello sarebbe ancora superiore.

Per la difesa il prescelto è un altro giocatore “suo”, parlo di Dragusin che Paratici ha mandato al Tottenham. Qui c’è concorrenza, ma qualche favore si può anche chiedere.

Tutti questi nomi alzerebbero e non poco il livello tecnico e la personalità.

Poi, però, torniamo ai soliti discorsi. La strada è ancora lunga e difficile, domani sera servono conferme immediate. Dopo arriverà il Milan, ogni gara dovrà essere una battaglia. Siete davvero pronti?