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“Non vendiamo la Fiorentina, avanti così”: Catherine e Joseph rilanciano per Rocco

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La famiglia Commisso tiene strette le redini della Fiorentina per provare a finire quello che aveva cominciato, per provare a centrare quegli obiettivi che il presidente aveva bene in mente, che ha inseguito con tenacia, ma non è riuscito a centrare
Enzo Bucchioni Editorialista 

Catherine e Joseph lo hanno detto forte e chiaro, con il cuore in mano e le lacrime negli occhi: non vendiamo la Fiorentina, il sogno di Rocco deve continuare. Le parole della moglie e del figlio del presidente Commisso che sono risuonate in un Duomo pieno d’amore e d’emozione, hanno il sapore di un testamento morale. Ma sono anche un modo netto per tagliare voci, indiscrezioni e dubbi sul futuro della Fiorentina. Rocco voleva così, voleva tenersela e così sarà.

La famiglia Commisso tiene strette le redini della Fiorentina per provare a finire quello che aveva cominciato, per provare a centrare quegli obiettivi che il presidente aveva bene in mente, che ha inseguito con tenacia, ma non è riuscito a centrare. La morte non è la morte di un’idea, di un’aspirazione, di un’ambizione. Un progetto rimasto a metà va completato. Rocco voleva fare grande la Fiorentina e adesso la sua famiglia farà di tutto per seguire la sua volontà. Diciamolo oltre ogni altra considerazione: è qualcosa di molto bello. Al tempo d’oggi quasi poetico.


Racconta di quanto fosse vero l’amore di Rocco per la Fiorentina, di quanto grande e disinteressata fosse la sua passione. Forse non l‘abbiamo capito fino in fondo, ha commesso degli errori e lo sapeva anche lui, ma un personaggio capace di essere così fortemente aggrappato a dei valori, a degli ideali, sarà per sempre un qualcosa di unico. Rarissimo. E qualcosa di unico è anche la decisione della famiglia. Sanno benissimo che l’impresa è dura, la signora Catherine ha vissuto minuto per minuto i sei anni e mezzo di Rocco nel calcio e sicuramente ha capito cos’è il mondo del pallone. Un posto, un’azienda completamente diversa da tutte le altre, con troppe variabili, con troppe sorprese. Rocco ha combattuto, ma ci sarà ancora tanto da combattere e non soltanto per salvarsi.

Era facile intuire che sarebbe andata a finire, le sue ultime volontà Rocco le aveva dettate dal letto di morte, poco prima di Natale: “Non vendo la Fiorentina, ho avuto difficoltà anche nelle mie aziende e ne sono uscito più forte”. Lo abbiamo scritto una settimana fa. Vendere non è mai stata un’opzione e s’era capito. Nei lunghi mesi della malattia in molti lo hanno sondato, le voci si sono rincorse, se avesse voluto lo avrebbe fatto. Ma i sogni non si vendono e la Fiorentina era il suo sogno. Un sogno americano.

E dopo la morte nessuno ha mai messo in discussione neppure per un secondo la volontà del capofamiglia. Per la moglie Catherine e il figlio Joseph apparso molto consapevole del nuovo ruolo che l’aspetta, non sarà facile, ma lo sanno benissimo, ma ci proveranno fino in fondo. C’è una salvezza da conquistare, un centenario da celebrare, una squadra da rifondare e rilanciare con quell’ambizione che Rocco non aveva mai perso. Ci sarà bisogno di una società forte che dalle nobili idee della famiglia e dell’amicizia, tragga anche il coraggio per consolidare il management.

Fra pochi giorni arriverà Paratici, un vero uomo di calcio, esperto e capace, lo racconta la sua storia. E’ stata l’ultima idea di Rocco che s’era reso conto come, dove e con chi avrebbe dovuto migliorare il suo lavoro, affinare le sue idee, riprovare a centrare gli obiettivi. Non basta, ne servono altri. A proposito di Paratici, aspettiamo di capire quando finirà il casting per il difensore. C’è un assoluto bisogno di un centrale forte, due se dovesse andar via Ranieri nel rush finale di mercato. Gli errori commessi contro il Cagliari, le prestazioni sempre altalenanti sono evidenti, il ritardo pure.

Non rifaccio i dieci nomi accostati alla Fiorentina nelle ultime settimane, li conosciamo a memoria. La sensazione è che nessun convinca fino in fondo e alla fine potrebbe uscire una sorpresa. Speriamo in un colpo grosso perchè per chi non l’avesse ancora capito, per quelle cicale che frinivano dopo i quattro risultati utili, salvarsi sarà dura, purtroppo la Fiorentina dovrà lottare fino alla fine. A proposito di difensori, management ed errori, non voglio infierire, ma quando parlo di uomini di calcio in società c’è un perchè. Sottolineo come la Fiorentina abbia svenduto al Verona il primavera Ghilardi, 2003, toscano di Lucca, che adesso sta stupendo Gasperini nella Roma. Succede un po’ troppo spesso.

Intanto stasera c’è la coppa Italia, mi aspetto un bel turn over. Contro il Como sarà dura, ma è più importante non stancarsi, non forzare nessuno dei titolari per evitare infortuni, sabato c’è il Napoli. Lo scrivo a malincuore, tutte le manifestazioni sono importanti, ma oggi ce n’è una più importante delle altre.