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Il toto allenatore e la lucida follia di Paratici. Ecco perché tutto è possibile

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Paratici ha da tempo cominciato la caccia al prossimo allenatore, mentre Vanoli cerca di guadagnarsi una conferma. Perché escono così tanti nomi? Cosa succede?
Matteo Magrini

Da Sarri a Grosso, da Iraola a Maresca passando per Farioli, Tedesco, Hurzeler per poi tornare al punto di partenza e, quindi, a Paolo Vanoli. Benvenuti nel “magico mondo” di Fabio Paratici. Uno che cento ne fa e, nel frattempo, 10.000 ne pensa. E sia chiaro. Se in questi giorni leggete e ascoltate 50 nomi diversi e altrettante ipotesi riguardo al prossimo allenatore della Fiorentina non è perché i giornalisti (questi cattivoni) non sanno che scrivere e, di conseguenza, passano le giornate a sparare a caso. Semplicemente, pur ovviamente nella consapevolezza che qualche possibilità è più concreta di altre, provano (proviamo) a star dietro al nuovo direttore sportivo. Uno “incapace” di star fermo, descritto da chi lo conosce bene come un uomo abituato a lanciare mille reti/ami e con la mente in perenne movimento. Mi tornano sempre in mente quello che mi disse Walter Sabatini, in un'intervista nel Pentasport. “Paratici è come me. E' un bulimico del pallone”. Impossibile, per quanto mi riguarda, trovare definizione migliore.

Paratici punta in alto

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“Bulimico”, quindi, ma non solo. Il nuovo diesse infatti è anche (o forse soprattutto) uno tremendamente ambizioso, capace di inseguire anche il più apparentemente impossibile dei sogni. E basta pensare all'operazione CR7 per capire di cosa stiamo parlando. Un colpo, quello, che nessuno avrebbe anche solo lontanamente potuto immaginare. Lui sì. Per questo, anche pensando a chi dovrà guidare la ricostruzione della Fiorentina, è partito puntando altissimo. Ha sondato Maresca, tanto per fare un esempio, ha (seriamente) pensato a Farioli e non ci stupiscono nemmeno le voci su Jose Mourinho. Candidati diversi, ovviamente, ma che ognuno a suo modo rappresenterebbe o avrebbe rappresentato un enorme salto di qualità. L'idea comunque, almeno in partenza, è quella: portare sulla panchina viola un mister top.

C'è un presente con cui fare i conti

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Certo, tra il pensare/volere e fare c'è di mezzo un mare di difficoltà. Questione di soldi, parametri, dimensione, obiettivi. Per la Fiorentina di oggi insomma, inutile girarci tanto attorno, non è semplice attrarre profili del genere. Personalmente, tanto per fare un nome (non) a caso, sarei sorpreso anche se Paratici riuscisse a convincere uno come Andoni Iraola. Il basco è giovane, ha idee moderne, porterebbe con sé una buona dote di esperienza e quel tocco di “internazionalità” del quale parlò lo stesso direttore sportivo. Una grande chiamata, tanto per esser molto chiaro, pur sapendo (appunto) quanto sia difficile arrivarci.

Grosso da non snobbare

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E Grosso? Lo dico con sincerità: fino a quest'anno avevo molti dubbi. Quanto fatto vedere dal suo Sassuolo però, merita come minimo attenzione. E non mi riferisco soltanto al bel gioco ma anche ad un altro elemento per me fondamentale quando si deve valutare un allenatore: la crescita e valorizzazione di tanti singoli. E poi, a maggior raggior ragione in questo caso, non si può che dar credito a Paratici. Nessuno come lui infatti conosce l'ex terzino campione del mondo visto che è stato lui, ai tempi della Juventus, a fargli iniziare la carriera in panchina. Lo conosce benissimo, quindi, ne conosce pregi e difetti, e se sta pensando anche a lui significa che ci intravede il potenziale del grande tecnico.

Vanoli, apri ai giovani

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Si vedrà. Nel frattempo, se Vanoli smentisse se stesso e in questo finale di stagione ci facesse vedere qualche giovane, gliene saremmo grati. Perché una cosa, è certa: chi l'anno prossimo guiderà la Fiorentina dovrà avere tanto coraggio ed essere molto ben disposto nei confronti dei ragazzi. Per questo, l'attuale allenatore, farebbe bene a guardare qualche centimetro più in là. Ne va del futuro di questa società e, forse, anche del suo.