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Il Piano Paratici parte dalle fondamenta: a lui si chiede efficienza, ai tifosi pazienza

Matteo Magrini
La nuova Fiorentina di Paratici si sta attrezzando per poggiare su basi solide, per non rischiare più di sprofondare. L'analisi del nostro editorislista

“Roma non è stata costruita in un giorno”. Eppure, pian piano, è diventata centro del mondo. E sia chiaro. Qua nessuno pensa o immagina che la Fiorentina potrà in futuro giocarsela alla pari o paragonarsi ai top club italiani o europei (magari) ma certo ha storia, potenziale, risorse e città per poter pensare in grande. Il problema, e capisco di correre il rischio di diventare noioso ma è un concetto troppo importante in questo momento, è che tutte queste risorse sono state a lungo sprecate. Improvvisazione, gestione familiare, scarsissima per non dire nulla analisi degli errori e dei problemi, supponenza. I primi sette anni di questa gestione sono stati infinitamente al di sotto di quello che avrebbe potuto essere ma ormai è inutile star qua a piangere sui soldi versati. Anzi. Se non altro, il fatto che alla fine sia deciso di svoltare (vedremo quanto e fino a che punto) va accolto con soddisfazione e facendo lo sforzo di dare un altro po' di credito a questa proprietà.

Nuove fondamenta

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Certo, servirà tempo. E così torniamo al punto di partenza e ad un'estate che servirà principalmente a edificare le fondamenta su cui, anno per anno, costruire una struttura finalmente all'altezza. Lo so, chiedere ad un tifoso di apprezzare l'arrivo di uomini nuovi nello staff o la riorganizzazione della società è tanto, forse troppo, eppure questo sforzo va fatto. Ne va dal bene della Fiorentina, e soltanto da questo passa la possibilità di rilanciare quanto più in alto possibile sogni e ambizioni. Il concetto comunque è semplice: se tu poni una base solida, forte, il rischio di rivivere stagioni come quella appena trascorsa vien quasi azzerato. Ovvio, potranno venire annate storte o si potranno fare scelte sbagliate (calciatori, allenatori...) ma il palazzo resterà comunque in piedi. L'esempio è l'Atalanta: quest'anno ha sbagliato tantissimo, ma ha comunque raggiunto un piazzamento europeo ed è arrivata fino agli ottavi di Champions. Questo perché la sua struttura le ha permesso di attutire i colpi. La Fiorentina invece, è crollata fin quasi al disastro. 

Pazienza... ancora

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Eccolo, quindi, l'obiettivo di Paratici. Dare solidità a questo club, riempirlo di eccellenza prima di tutto alla base e nella gestione quotidiana del lavoro, e su queste colonne iniziare a costruire. Non solo. Avere uno staff di altissimo livello, così come un'area scouting ultra efficiente, vuol dire mettere allenatori e calciatori nelle condizioni di “over performare”. Della serie: non posso competere per acquistare i top player, ma posso far esaltare quelli che mi posso permettere e nel frattempo (organizzando come si deve il Viola Park e la comunicazione Primavera-Prima Squadra) costruirmene in casa quanti più possibile. E poi ancora: identità, mentalità, senso di appartenenza. In una parola: modello. Prendendo spunto da quelli migliori, ma con l'obiettivo di crearne uno originale. Questo è, il “Piano Paratici”. E se da lui è giusto pretendere che sbagli meno possibile e che riduca i tempi, alla gente (e mi rendo conto di quanto sia dura) va chiesta, per l'ennesima volta, pazienza.