La nuova Fiorentina di Paratici si sta attrezzando per poggiare su basi solide, per non rischiare più di sprofondare. L'analisi del nostro editorislista
“Roma non è stata costruita in un giorno”. Eppure, pian piano, è diventata centro del mondo. E sia chiaro. Qua nessuno pensa o immagina che la Fiorentina potrà in futuro giocarsela alla pari o paragonarsi ai top club italiani o europei (magari) ma certo ha storia, potenziale, risorse e città per poter pensare in grande. Il problema, e capisco di correre il rischio di diventare noioso ma è un concetto troppo importante in questo momento, è che tutte queste risorse sono state a lungo sprecate. Improvvisazione, gestione familiare, scarsissima per non dire nulla analisi degli errori e dei problemi, supponenza. I primi sette anni di questa gestione sono stati infinitamente al di sotto di quello che avrebbe potuto essere ma ormai è inutile star qua a piangere sui soldi versati. Anzi. Se non altro, il fatto che alla fine sia deciso di svoltare (vedremo quanto e fino a che punto) va accolto con soddisfazione e facendo lo sforzo di dare un altro po' di credito a questa proprietà.
Nuove fondamenta
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Certo, servirà tempo. E così torniamo al punto di partenza e ad un'estate che servirà principalmente a edificare le fondamenta su cui, anno per anno, costruire una struttura finalmente all'altezza. Lo so, chiedere ad un tifoso di apprezzare l'arrivo di uomini nuovi nello staff o la riorganizzazione della società è tanto, forse troppo, eppure questo sforzo va fatto. Ne va dal bene della Fiorentina, e soltanto da questo passa la possibilità di rilanciare quanto più in alto possibile sogni e ambizioni. Il concetto comunque è semplice: se tu poni una base solida, forte, il rischio di rivivere stagioni come quella appena trascorsa vien quasi azzerato. Ovvio, potranno venire annate storte o si potranno fare scelte sbagliate (calciatori, allenatori...) ma il palazzo resterà comunque in piedi. L'esempio è l'Atalanta: quest'anno ha sbagliato tantissimo, ma ha comunque raggiunto un piazzamento europeo ed è arrivata fino agli ottavi di Champions. Questo perché la sua struttura le ha permesso di attutire i colpi. La Fiorentina invece, è crollata fin quasi al disastro.
Pazienza... ancora
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Eccolo, quindi, l'obiettivo di Paratici. Dare solidità a questo club, riempirlo di eccellenza prima di tutto alla base e nella gestione quotidiana del lavoro, e su queste colonne iniziare a costruire. Non solo. Avere uno staff di altissimo livello, così come un'area scouting ultra efficiente, vuol dire mettere allenatori e calciatori nelle condizioni di “over performare”. Della serie: non posso competere per acquistare i top player, ma posso far esaltare quelli che mi posso permettere e nel frattempo (organizzando come si deve il Viola Park e la comunicazione Primavera-Prima Squadra) costruirmene in casa quanti più possibile. E poi ancora: identità, mentalità, senso di appartenenza. In una parola: modello. Prendendo spunto da quelli migliori, ma con l'obiettivo di crearne uno originale. Questo è, il “Piano Paratici”. E se da lui è giusto pretendere che sbagli meno possibile e che riduca i tempi, alla gente (e mi rendo conto di quanto sia dura) va chiesta, per l'ennesima volta, pazienza.