Fabio Grosso è la scelta giusta per questo momento storico della Fiorentina, e quei due o tre lettori che mi seguono lo sanno bene perché lo sto scrivendo almeno da un paio di mesi. Poi ne ho sentite e lette di tutti i colori, perfino un Vieira forse uscito dall’elenco degli allenatori, ma tant’è…

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Grosso, cosa devono sapere gli scettici. Ma c’è budget? La società risponda ai tifosi
Ora che siamo arrivati al momento della decisione e delle firme (c’è da convincere il Sassuolo) un ripasso e un'analisi della situazione della Fiorentina forse può aiutare a capire.
Rispetto ovviamente tutte le opinioni e non voglio convincere nessuno, le convinzioni vere dovranno ovviamente arrivare dal campo, dalle prestazioni, dai risultati, ma per questa scelta Paratici ha ragionato da esperto uomo di calcio quale è.
La Fiorentina è reduce da una stagione fallimentare, resterà fuori dalle coppe, poteva arrivare un allenatore di prima fascia, magari già famoso o vincente?
La risposta è scontata: no.
—Sarebbe allora stato più logico affidarsi a un tecnico con un nome discreto, magari esperto, e in giro anche senza panchina ce ne sono diversi?
La risposta è scontata anche questa: no. Serve qualcuno in ascesa, capace di portare nuova energia, non gente da rilanciare.
Si poteva pensare a uno straniero?
Forse Paratici ci ha pure pensato, ma sappiamo bene come sia difficile allenare da noi e non c’è tempo per aspettare, serve ripartire subito. E poi, lo ripeto, oggi la Fiorentina senza coppe ha poco appeal.
L’unica soluzione alternativa poteva essere la conferma di Vanoli, e Paratici ci ha pure pensato, s’è confrontato. L’allenatore uscente ha fatto un ottimo lavoro, ma paga il fatto di essere uno di quelli dell’annata maledetta. Di quest’anno va cancellato quasi tutto il più in fretta possibile, anche il ricordo.
L’analisi approfondita ha portato a un allenatore in ascesa come Grosso, considerato oggi un talento della panchina, uno che da due anni sta facendo benissimo, propone un calcio moderno, aggressivo, organizzato. Ha un’idea precisa e il suo Sassuolo aveva un’altrettanto precisa identità e personalità. Un allenatore che è cresciuto moltissimo, anche grazie a un decennio di esperienze non tutte positive che lo hanno formato. Qualcuno infatti sottolinea gli esoneri, ma sono stati esonerati anche Lippi e Conte quando non erano ancora Lippi e Conte, tanto per dirne due. Le persone intelligenti, con carattere, dalle negatività traggono insegnamenti e ne escono più forti.
Poi i margini di rischio ci sono in tutte le scelte e le sorprese pure (pensate al flop di Pioli), ma l’analisi di Paratici è assolutamente condivisibile. In questo momento Grosso è la scelta migliore e quelli che parlano contro (anche colleghi) probabilmente hanno visto giocare il Sassuolo solo nelle due partite contro la Fiorentina.
La Fiorentina deve ripartire da uno dei punti più bassi della sua storia e per farlo deve mettere delle basi solide se vuol tornare ad essere protagonista. Ci vorrà tempo, non sarà automatico, ma uno come Grosso ha l’ambizione, la voglia, e ha già dimostrato di saper far crescere i giocatori e di lavorare molto bene con i giovani.
Ecco allora l’idea della quale vi parlavo l’altro giorno, di fare un progetto simile a quello del Como che ha funzionato benissimo.
Grosso è un allenatore non giovanissimo anagraficamente (49 anni), ma giovane come esperienza di alto livello, ha fame, da giocatore non è stato un campione come Fabregas, ma è diventato campione del mondo da protagonista e il carisma nello spogliatoio se lo porta. Sicuramente Paratici ripartirà da una squadra piena di giocatori di talento, tecnicamente bravi, molti giovani, anche qualcuno meno giovane, ma con personalità.
Aspettiamoci una squadra capace di giocare un bel calcio, brillante, dinamica.
Non credo che resteranno in molti, ma questo lo sapremo dopo l’incontro fra i dirigenti viola e il presidente Commisso fissato nella settimana fra il sette e il quattordici giugno. Sicuramente dopo aver risolto tutta la pratica allenatore e aver fatto firmare il contratto a Grosso. Con un accordo poco sopra il milione a salire, sarà un contratto triennale, come vi ho già detto, due anni più uno, anche qui in un giusta logica calcistica. Se si vogliono fare le cose serie, se si vuole aprire un ciclo, il lavoro va fatto in profondità e con le tempistiche giuste.
Del resto era già chiaro nei quattro anni e mezzo di contratto con Paratici.
Detto che questo modus operandi, questa decisione, calcisticamente torna, Vanoli meritava maggior rispetto.
Non capisco perché sia stato tenuto così tanto a galleggio, è vero che la società ha un’opzione fino al 30 maggio, ma farne una ruota di scorta non mi è piaciuto. Certe cose, anche se dolorose, sarebbe meglio dirle in faccia, subito, da uomini. Ma questo Paratici dal suo maestro Marotta non l’ha ancora imparato.
Intanto è arrivata la dura presa di posizione del Centro di coordinamento dei tifosi. Finalmente, aggiungo io.
Per lo scempio di questa stagione, ma non solo questa, il presidente Pucci ha giustamente chiamato in causa la società facendo meglio anche di certi miopi che se la sono presa solo con i giocatori. Comodo. E non cito Don Abbondio.
E’ evidente che da anni la Fiorentina non stia facendo calcio, che sia stata lasciata in mano a un DG come Alessandro Ferrari che magari farà bene altre cose, ma questa no. E’ un fatto. E non torno sui troppi errori che hanno portato a sfiorare la serie B, guardiamo avanti.
Ora c’è un uomo di calcio come Paratici che deve avere autonomia, pieni poteri e un budget adeguato per ripartire. La società deve spiegare i suoi programmi, i tifosi hanno diritto di sapere. Il tempo è scaduto.
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