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Grazie Fiorentina, ma aver rovinato la stagione alla Juventus non basta

Grazie Fiorentina, ma aver rovinato la stagione alla Juventus non basta - immagine 1
La riflessione a mente fredda dopo la vittoria esaltante in casa dei bianconeri a chiusura di una stagione orribile
Massimo Sandrelli

Ennio “Pallino” Raveggi, leggendario massaggiatore della Fiorentina, quando si arrivava alle ultime giornate di campionato affiggeva sui muri dello spogliatoio dei cartelli, quasi dei tazebao: “Ragazzi, prima di parlare assicuratevi di avere la lingua collegata con il cervello”, e ancora: “contratti in scadenza, non distraetevi”. Era un modo per dare la sveglia.

Ecco, la Fiorentina contro la Juve sembrava animata da quei richiami. La squadra viola è apparsa concentrata, finalmente libera di testa, ha giocato, ha controllato e soprattutto non ha preso gol. Non sembrava neppure lontana parente di quella che ci ha fatto penare per tutta la stagione, una delle più brutte degli ultimi cento anni. E soprattutto l’ha fatto a Torino contro la Juve. Diranno: ecco i soliti provinciali, ai fiorentini basta vincere con la Juve…Forse è vero, Ma quella con la Juve è una storia che molte generazioni di tifosi viola non potranno mai “digerire”.

L'odio sportivo verso la Juve

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Non è facile da spiegare. Ci provò Manlio Cancogni in un fondo su il Corriere della Sera dal titolo "Perché odio la Juve". Quante amarezze, quanti dispetti, quanta arroganza. Baggio è stato il caso più clamoroso, poi c’è la storia di uno Scudetto sfilato all’ultima giornata e poi ancora, ancora. Certo, consola il fatto che negli ultimi nove anni la Juventus con quasi 240 milioni ha praticamente finanziato le casse viola ma è una minestra di… magro. Resta il fatto che aver strappato alla Juventus il munifico biglietto per la Champions non può non far che piacere ai tifosi viola, grandi e piccini, giovani e vecchi.

Ma basta per confermare Vanoli?

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Ecco, ora, è giusto ringraziare questi giocatori che, non senza ragione, abbiamo criticato per tutto l’anno sportivo, grazie a loro e a Vanoli. La società, però, non farsi confondere d facili entusiasmi. Il lavoro di ricostruzione è difficile e complesso. Distinguere quelli da confermare da coloro che invece è preferibile cambiare è un compito delicato che solo l’esperienza e la competenza può consentire. Quindi grazie, ma il difficile arriva ora.