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L’editoriale del giovedì

Fra sette giorni comincia l’era Grosso. Paratici gli regali qualche giocatore

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Secondo il nostro editorialista in questa settimana Paratici farà qualche altro colpo (girate al Ds la richiesta) anche per una questione di immagine e di abbonamenti futuri
Enzo Bucchioni Editorialista 

Fra una settimana, il nove luglio, vent’anni dopo il mitico rigore che regalò il mondiale all’Italia, Fabio Grosso comincerà la sua stagione alla guida della Fiorentina.

Per ora nella casella acquisti c’è solo il nome del giovane difensore brasiliano Viery, e per qualcuno la campagna acquisti sarebbe già in pesante ritardo. E’ ovvio, banale dirlo: se le squadre fossero già pronte il giorno del ritiro gli allenatori stapperebbero champagne, ma ormai sappiamo benissimo come funziona il calcio.

A maggior ragione quando si parla di una società come quella viola al centro di un profonda riorganizzazione che porterà a una squadra in gran parte rinnovata. Ci vorrà tempo, servirà pazienza, ma questo lo abbiamo già detto. Sono richieste antipatiche soprattutto quando le fai a una tifoseria che non vede l’ora di uscire definitivamente fuori da una annata da cancellare e aspetta solo il momento di riversare aspettative, sogni e speranze su tanti nuovi giocatori.

Credo che Paratici tutto questo lo sappia benissimo. Anche se il suo lavoro è reso ancora più complicato per la lontananza di alcuni nel mirino come Thorstvedt (ha fatto sapere che parlerà di mercato solo a Mondiale finito), ma anche di dirigenti e procuratori impegnati negli USA, mi va di pensare che da oggi al nove di luglio qualche altro “colpo” possa arrivare.

Chi altri per Grosso?

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Sugli esterni, ad esempio. Ne serviranno almeno quattro, due per la fascia sinistra e due per la destra, e oggi in rosa non ce ne sono. Sarà Koleosho il prossimo colpo? Fino a due giorni fa Radiomercato ne era praticamente certa, ma qualcosa deve essersi inceppato. In attesa, gli esterni accostati alla viola sono già più di dieci, segno che il lavoro del team di Paratici è rivolto in tutte le direzioni e presto si prenderà la decisione su chi andare in maniera più decisa.

Ma c’è voglia anche di esterni bassi e l’ultimo segnalato, Oso, arriva dalla Liga. E’ un mancino spagnolo-argentino che il Siviglia valuta una decina di milioni, ma la concorrenza è folta. In attesa c’è pure la Lazio che insiste per avere Piccoli in prestito, ma lo stesso centravanti potrebbe andare al Parma per Pellegrino. Il tutto in attesa di capire cosa farà Kean. Da ieri vale la clausola rescissoria da 62 milioni ma non s’è presentato nessuno, neppure uno di quegli sceicchi che l’anno scorso l’avrebbero voluto fortemente.

Tornando al ritiro e ripetendo che secondo me in questa settimana Paratici farà qualche altro colpo (girate al Ds la richiesta) anche per una questione di immagine e di abbonamenti futuri, la partenza sarà comunque molto interessante per diverse ragioni.

La prima è sicuramente la curiosità di conoscere la lista dei convocati. Da lì cominceremo a capire quali saranno i giocatori già scartati a prescindere, ancora prima che l’allenatore li veda in campo. La seconda curiosità sarà il grande lavoro che Grosso dovrà fare su quella trentina, più o meno, che cominceranno la preparazione. Dovrà essere lui, l’allenatore, a capire se e quanti di questi giocatori potranno essere utili alla causa e adatti al calcio che vuole fare. Di sicuro qualcuno resterà, ma il mercato in uscita sarà importante come quello in entrata. Soprattutto per recuperare risorse da gente come Gudmundsson, Dodò, Gosens, Fazzini, Piccoli appunto, e altri destinati a lasciare Firenze. Non mi meraviglierei se pure Fabbian e Brescianini, gli acquisti di gennaio, rientrassero in qualche giro in uscita. Palla a Grosso in tutti i sensi, consapevoli che anche l’allenatore avrà bisogno di tempo.

Quanto tempo?

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L’altro giorno a Radio Bruno un ascoltatore si chiedeva e ci chiedeva quanto è il tempo ragionevole che può essere concesso. In Inghilterra a Klopp e Arteta, tanto per dirne due vincenti, hanno concesso anni. L’allenatore va valutato dall’identità e dalla personalità che sa dare alla squadra, da quanti giocatori fa crescere, dal gioco che propone. Se la squadra è squadra vera, i risultati prima o poi arrivano, magari immettendo anno dopo anno dei giocatori funzionali (modello Como).

Se dico che serviranno tre anni per ritrovare la Fiorentina a lottare nella zona Champions so di dire una cosa impopolare e qualche vaiavaiavaiavaia (se non peggio) arriverà di sicuro. Sono tempi ragionevoli, non dimentichiamo che la Fiorentina è arrivata quindicesima lottando disperatamente per salvarsi ed è fuori dalle coppe. Se poi dovesse andare tutto bene da subito, il calcio è strano e può succedere, i tempi possono anche essere accorciati, le tappe bruciate. Ma i tifosi devono ragionare in un altro modo e domandarsi: questo è davvero un progetto serio che pone basi solide per i prossimi (tanti) anni?

Lo capiremo strada facendo, lo vedremo dal lavoro fatto, dagli step di crescita. La fiducia si deve dare agli esperti, a chi ha un passato virtuoso, non a prescindere. Paratici ha credenziali giuste, se poi ci accorgeremo che invece le cose non funzionano (tocchiamo ferro) lo diremo con franchezza e pure durezza. Ma Grosso va fatto lavorare. Ora servono solo calma e gesso, come si diceva una volta.