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È… Primavera: svegliatevi, bambini

È… Primavera: svegliatevi, bambini - immagine 1
Il trionfo della formazione Under 20 della Fiorentina deve essere la leva per investire veramente nella cura del talento italiano
Matteo Magrini

“La Fiorentina è Campione d'Italia”. Alzi la mano chi, l'altra sera, non ha provato anche solo un piccolissimo brivido d'emozione a sentire o leggere queste parole. Una gioia grande, dopo un'annata da incubo, e che vale come ennesima e definitiva dimostrazione di cosa siano questi colori per la città di Firenze. Perché diciamocelo chiaramente: si trattava “solo” di uno Scudetto Primavera. Eppure, bastava farsi un giro sui social, leggere o ascoltare i messaggi nelle radio, per non trovare altro che post pieni di entusiasmo. Provincialismo? Forse. Voglia di attaccarsi a qualsiasi minima soddisfazione per provare a cancellare i dolori della Prima Squadra? Possibile. Magari anche probabile. Ma si può dire “chissenefrega”?

Basta poco

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Anzi. Trascurare quanto successo dopo la vittoria di Galloppa e dei suoi ragazzi sarebbe l'ennesimo, gravissimo errore, che questa proprietà potrebbe commettere. Joseph Commisso e sua mamma Catherine, al contrario, dovrebbero studiare bene quella botta d'adrenalina e trarne insegnamento e ispirazione per provare a capire (una volta per tutte) quale sconfinato potenziale di passione e attaccamento ci sia in questa pur complicatissima città. Una fiamma che si può accendere con pochissimo, e proprio per questo averla (quasi) sempre soppressa in questi anni è un peccato gravissimo.

Investire davvero

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E poi ancora. Tanto per restare sullo Scudetto della Primavera. Perché non surfare su quest'onda lunga di successi per iniziare, sul serio e non a parole, a costruire quel famoso modello (o brand... per dirla con un termine più cool...) di cui si vaneggia da anni e che invece Fabio Paratici ha indicato fin da subito come uno dei primissimi obiettivi del suo percorso? Perché non tornare a investire (non spendere... INVESTIRE... che è diverso) tempo e risorse sulla realizzazione della Squadra B? Perché non inserire in pianta stabile alcuni di questi ragazzi in Prima Squadra? Lo dissi qualche mese fa, pareva una provocazione, ma non lo era: Croci ha numeri, doti e testa superiori alla media? Benissimo, buttiamolo coi grandi e diamogli minuti con continuità. Vale per lui, come per altri. E ancora. Perché non fare la stessa cosa anche con gli allenatori?

Largo ai giovani, anche in panchina

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Penso a Galloppa, che sta per andare a farsi la prima esperienza tra i “grandi” in Serie B (probabilmente alla Sampdoria) ma penso anche ad Alberto Aquilani. Uno che a Firenze aveva iniziato il suo percorso e che in questa stagione, nonostante la dolorosa sconfitta in finale playoff col Monza, con il suo Catanzaro ha mostrato forse il calcio più bello di quel campionato. Vale nella vita, come nel calcio, e purtroppo in Italia siamo sempre uno, due, tre, cento passi indietro: per stare al passo con le sfide del presente (e del futuro) bisogna dare forza e fiducia ai giovani. Perché hanno testa e idee giuste per confrontarsi col calcio (e il mondo) di oggi e perché non hanno paura (se circondati da stima e fiducia) di correre i rischi che servono.