“L'ho conosciuto da ragazzino e sono felice di ritrovarlo da uomo e calciatore affermato. E' un giocatore fortissimo e sarei felice di averlo... se poi dal mercato dovessero arrivare situazioni buone per lui e per la società allora gli faremo un grande in bocca al lupo”.

esclusive
Caso Kean, un’unica certezza: non servirebbero altri 3 anni a trovare un bomber
Ci sono parole e/o mezze frasi che raccontano molto di più di quello che potrebbe sembrare e quelle di Fabio Grosso su Moise Kean sono esattamente di quel tipo. La traduzione è semplice, e non bisogna certo essere addetti ai lavori o professoroni del pallone per farla: porte aperte. O meglio. Nessuna blindatura. Del resto, che la situazione fosse questa, era parso chiaro fin da subito. Fin da quando, nel primo incontro andato in scena al Viola Park qualche settimana fa, l'agente di Moise e Fabio Paratici si erano lasciati con una stretta di mano. “Siamo d'accordo nell'andare avanti insieme ma se si presenta un'opportunità buona per tutti ci risentiamo e ne parliamo”. Questo, più o meno, il senso del discorso.
Veloci, a meno che...
—Certo, ciò non significa che si vada verso una cessione sicura. Anzi. Prima che si arrivi a quello scenario si devono presentare un paio di condizioni non certo scontate. La prima: sul tavolo della Fiorentina vanno portati (circa) 40 milioni. La seconda: il club acquirente dev'essere “da Champions”. Per questo ancora oggi qualsiasi discorso appare prematura anche se questa partita va giocata abbastanza alla svelta. Per intendersi: non si può pensare di cedere Kean il 20 di agosto a meno che, e da questo punto di vista Paratici ci ha abituato a qualsiasi sorpresa, il diesse non sappia di poter chiudere quando e come vuole per l'eventuale sostituto. A proposito...
Subito un'alternativa all'altezza
—In un caso come questo, aperto al momento a qualsiasi soluzione e dominato dall'incertezza, c'è solo un aspetto sul quale siamo pronti a scommettere: la Fiorentina non ci metterebbe altri tre anni per trovare un centravanti degno di questo nome. Niente Piatek, Cabral o Jovic della situazione insomma. Se (e ripetiamo se) dovesse partire Kean a Firenze arriverebbe un numero nove di valore che possa, almeno sulla carta, garantire come minimo lo stesso tipo di rendimento. Da dove nasce tanta sicurezza? Dalla storia di Paratici e, per chi comunque si fosse portato dietro dai dubbi, da quello che ha fatto vedere a Firenze in questo scorcio d'estate. Lui e i suoi collaboratori conoscono qualsiasi angolo del mercato e saprebbero bene dove e come trovare un nuovo bomber.
Meno ipotesi: sarà quel che sarà
—Si vedrà. L'aria che tira però, nelle ultime ore, sembra leggermente cambiata. Le voci sul Como prima (confermate), gli altri spifferi arrivati da varie parti d'Europa (anche se l'ipotesi Turchia al momento non esiste e non è certo la Fiorentina ad offrire a destra e a manca il calciatore) e, soprattutto, le frasi di Grosso. E chissà. Magari sta maturando la convinzione che Moise non sia il prototipo del centravanti ideale per il gioco del mister o, dal punto di vista fisico, non stanno arrivando le risposte sperate. Difficile dirlo, e sarebbe sbagliato lanciarsi adesso in chissà quale ipotesi. L'unica certezza, come detto, è che la Fiorentina (finalmente) sa quello che fa e ha ben chiaro il percorso da seguire. E scusate se è poco...
© RIPRODUZIONE RISERVATA

