L'analisi di Enzo Bucchioni sulla Fiorentina di Vanoli: le opzioni tattiche in mezzo al campo per trovare equilibrio tra cambio modulo e rilancio dei singoli

Grafica Jimenez Joao Mario Dodo Valdepenas Viery Parisi

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Ormai sappiamo tutto dei difetti di questa Fiorentina costruita male, della mancanza di almeno un paio di giocatori d’esperienza, di una rosa tecnica e fragile, ho già trattato più volte questi temi.

Se Paratici avrà voglia di correggere i suoi errori si dovrà comunque aspettare il mercato di gennaio.

Nel frattempo, in attesa, non resta che capire cosa si può fare con questa rosa per dare certezze e solidità, soprattutto equilibrio. La Fiorentina è stata costruita per essere dominante, per avere il pallino del gioco, fa fatica soprattutto nella fase difensiva, non riesce a compattarsi, il centrocampo non protegge la difesa. La media di oltre due gol subiti a partita è la prova provata del difetto più grande.

Bucchioni Fagioli; Oulai

Che fare?

E’ evidente che si debba intervenire in mezzo al campo. Le soluzioni non sono tante, i centrocampisti sono soltanto cinque e l’indisponibilità del francese Atta ha complicato ancora di più le cose. La discussione che ha tenuto banco tutta l’estate sulla possibilità di far convivere Fagioli e Oulai mi sembra assolutamente superata dagli eventi e dalla necessità. La prova negativa di Genova va analizzata, ma non deve essere una bocciatura definitiva. Anzi. Proprio sabato scorso, nelle difficoltà, s’è capito che oggi Oulai non può giocare in mezzo al campo, è acerbo, si perde, fa fatica a trovare la posizione. E allora non resta che farlo giocare davanti alla difesa chiedendogli pressing e recupero palla, protezione dei difensori, con Fagioli riportato nel ruolo di mezz’ala, comunque costruttore di gioco. La soluzione adottata da Mancini in Nazionale ha una logica, Fagioli fa fatica a difendere, spesso lo pressano, lo marcano a uomo e va in difficoltà. Il regista basso lo fa, ma non è la sua specialità.

Se Vanoli vuole andare avanti con il 4-3-3 che in certi momenti diventa 4-2-3-1, non ha molte altre soluzioni, l’unica è Brescianini, sempre discusso e mai determinante. Proprio per questo insisterei con il talento di Oulai che può crescere solo giocando, ci sta di sbagliare una partita.

Alternative tattiche: dal rombo alla difesa a tre

Se poi l’allenatore ha voglia di provare strade nuove, il ventaglio delle soluzioni si allarga.

Fossi in lui, in attesa di una crescita individuale e collettiva, cambierei modulo per buttarmi su un bel rombo con quattro giocatori invece di tre in mezzo al campo. Oulai davanti alla difesa, Fagioli e Brescianini in mezzo con Ndour più vicino alle punte, come spesso finisce per giocare nell’Under 21.

E davanti? Si domanderà qualcuno. Pellegrino prima punta, ripartirei dall’argentino, punterei decisamente su di lui, con Mastantuono a ruotare attorno. Oppure Goncalves.

Insomma un 4-3-1-2 che in fase di non possesso deve diventare 4-5-1.

Alla ricerca di una maggiore compattezza c’è poi il classico 3-5-1-1 sul quale si potrebbe ragionare. I due esterni bassi Jimenez e Valdepenas fanno meglio la fase offensiva, giocando più avanti potrebbero essere facilitati. In mezzo Ndour, Oulai e Fagioli, davanti Mastantuono e Pellegrino. Con un’alternativa per il giovane argentino, vale a dire Goncalves che la seconda punta sa fare molto bene

Il tutto, ripeto, per cercare equilibrio e compattezza con sistemi più basici rispetto al 4-2-3-1 che si espone al rischio di allungamento dei reparti, alle rotazioni che non sono ancora state assimilate.

Solidità e fiducia in Vanoli oltre il gioco al massacro

Qualcuno chiederà di Gnonto o Njie. Servono per cambiare la partita, sono risorse, ma in questo momento la Fiorentina fa fatica a reggere un centravanti e troppi giocatori come Mastantuono, Gnonto o Njie che fanno pigramente la fase difensiva, per di più con un centrocampo leggero senza interditori.

Piccole idee tattiche sulle quali ragionare, qualche correttivo va adottato, qualche soluzione va trovata, la fragilità di questa squadra nelle prime sei gare è stata il vero fattore negativo. Il bel gioco affascina, ovviamente. I giocatori bravi li vorrei vedere sempre, ma oggi a questa squadra servono solidità e certezze.

Fidiamoci di Vanoli, spero che trovi presto le soluzioni. Il gioco al massacro non serve a nessuno. Chi ha già aperto la caccia all’allenatore o ha paura di criticare Paratici (vedo cose strane) o non ha capito quello che è successo in estate.

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