Non esiste che a Firenze non sia possibile fare qualcosa di analogo a quello che sta riuscendo a Como: la riflessione del nostro editorialista

AS Roma v Real Madrid C.F. - UEFA Champions League 2026/27 League Phase MD2

VIDEO - Gasperini non se lo spiega: "Abbiamo poca personalità"

Lo dico subito: parleremo del Como. E sia chiaro. Parlare del Como non vuol dire volerlo prendere per forza ad esempio, considerarlo il miglior modello sulla faccia della terra o esser convinti che debba essere copiato. Lo abbiamo ripetuto centinaia di volte: la Fiorentina può e deve crearne uno proprio. Qualunque esso sia. Detto e sottolineato questo, consiglio a chi ne abbia voglia di farsi un giro sul sito internet del club del lago. Fatelo, e date un'occhiata all'area shop. Noterete, oltre alle divise ufficiali, una collezione infinita. Modelli vintage, linee più moderne e contemporanee, oggetti e (soprattutto) abbigliamento curate in ogni minimo dettaglio e buone per tutti i gusti. Sembra roba da nulla, magari per qualcuno ininfluente, ma non lo è. Non a caso, anche da queste parti, si sta cercando di fare un (evidentemente complicatissimo) salto di qualità. Fino ad oggi infatti i risultati dell'area marketing della Fiorentina non hanno portato granché e anche l'ultimo tentativo pare aver miseramente fallito. Il riferimento è a Francesco Picciotto (voluto con forza ad aprile) che, dopo aver curato anche alcuni aspetti legati al centenario, è stato da poco allontanato.

imbucata Commisso Vanoli Fabregas Suwarso

Legare club e città

Merchandising quindi, ma non solo. Quello che stanno facendo a Como, con un'idea tanto banale quanto vincente, è quello che chiunque si ritrovi a lavorare per la Fiorentina dovrebbe fare: legare fortissimamente il club alla città. E qua è inevitabile farsi cadere le braccia perché da questo punto di vista Firenze è/sarebbe il luogo ideale (sicuramente tra i migliori al mondo) per un progetto di quel tipo. L'hanno capito anche al Psg dove, nonostante non abbiano certo bisogno di cercare chissà quali risorse alternative, hanno addirittura cambiato il logo lasciando in evidenza la scritta “Paris” e facendo sparire il riferimento al quartiere Saint Germain. Possibile che qua nessuno riesca a farsi venire in mente delle idee per unire la Fiorentina alla sua “culla”? Possibile non trovare il modo per sfruttare la valanga di turisti anche in chiave calcistica? Non credo ci vorrebbe molto. Penso a pacchetti che includano biglietti per lo stadio (a maggior ragione una volta che sarà completato il restyling) o per il Viola Park facendo in modo tra l'altro che la gente si fermi in città per qualche giorno in più e non per il solito “arriva, mangia una schiacciata, scatta due foto al Duomo e scappa”.

E la rosa?

L'altro aspetto, più strettamente legato al calcio, ci porta a parlare dei giovani. In estate infatti la Fiorentina ha (per quanto mi riguarda finalmente) intrapreso quella strada. Investimenti forti su talenti preziosi ma sostenibili. Con una differenza: l'investimento sull'allenatore. E un punto di domanda: avranno i viola la forza, la voglia e la capacità di difendere i frutti del proprio lavoro? Perché a Como (a differenza di quanto successo negli ultimi 20 anni da queste parti) non hanno lasciato andare il proprio miglior giocatore alla prima occasione utile. Anzi. Ad oggi, e nonostante ne avesse avuto eccome la possibilità, non c'è stata una sola cessione eccellente. Anzi. Pur di tenersi Nico Paz, se lo sono ricomprato per 60 milioni. Io sono e resto convinto che quella iniziata un paio di mesi fa sia l'unica via per alzare (parecchio) l'asticella della ambizioni ma solo a patto di dare continuità. L'auspicio insomma, è che l'ennesima rivoluzione (ieri il Corriere Fiorentino ha pubblicato uno studio che vi consiglio di leggere... e non perché ne sia collaboratore) sia servita (finalmente) per porre basi e fondamenta solide sulle quali iniziare ad aggiungere ogni anno qualche mattoncino. Altrimenti non sarebbe un progetto sportivo, ma un piano finanziario.

Un allenatore, un progetto

E poi, appunto, l'allenatore. Che sia Vanoli (glielo e ce lo auguriamo) o chi per lui, la Fiorentina deve fare una scelta forte e ambiziosa. Individuare la figura giusta, in linea con la filosofia di calcio che si vuole proporre, e INSIEME a lui costruire nel tempo. Soltanto così, e magari iniziando a lavorare sul serio anche in tutte le altre aree, si può pensare di tornare su certi livelli. Ci stanno riuscendo a Como (posto bellissimo, sia chiaro) ma non esiste che non ci si possa riuscire a Firenze. Serve tempo? Sicuramente sì. C'è bisogno di pazienza? Come no. Ma resto convinto che basterebbero pochi (ma chiari) segnali per convincere i tifosi a fare l'ennesimo sforzo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti