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A Torino si è inceppata la Fiorentina. Maccabi e Roma, ecco cosa mi aspetto

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Intanto è arrivata la proroga fino al 2028 per la conclusione dei lavori di restauro dello stadio. Una grande notizia: la Fiorentina non dovrà più lasciare Firenze
Enzo Bucchioni Editorialista 

Non pensavo che la Fiorentina contro il Torino potesse ripetere la partita perfetta (o quasi) vista contro la Lazio, ma era logico aspettarsi qualcosa di più soprattutto in undici contro dieci per un tempo. Chiamatela scarsa continuità, se volete. Continuità di prestazioni o almeno nell’atteggiamento, nell’interpretazione dei momenti della partita che ancora una volta non è piaciuta. È un tema vecchio, sappiamo da sempre che la Fiorentina funziona quando funziona il gioco corale, quando si mette in moto, quando tutte le rotelline del meccanismo cominciano a girare. Non è facile. Non succedeva da tempo, con la Lazio forse è stato troppo bello, a Torino il meccanismo s’è inceppato un’altra volta.

Se la palla non corre velocemente, se non gira a un tocco o due tocchi da una parte all’altra del campo, se i giocatori non si muovono in continuazione senza palla per offrire soluzioni, la manovra della Fiorentina diventa prevedibile, scontata, quasi banale. Visto che non ci sono grandi individualità o giocatori in grado di vincere le partite da soli, questa è una squadra condannata a giocare ad alta intensità e contro il Torino l’intensità è mancata. I motivi sono diversi, dal modo di giocare del Toro che gioca uomo su uomo, impedisce all’avversario di trovare spazi e storicamente ha messo spesso in difficoltà la Viola, dallo stato di forma non ottimale di alcuni come Nico non ancora al top, o di Arthur sempre borderline, ma non solo.


Dico poi una cosa controcorrente, l’espulsione di Ricci non so fino a che punto abbia danneggiato il Torino o la Fiorentina. Juric ha fatto, giustamente, le barricate. Ha quasi rinunciato a giocare per portare a casa il pari e la Fiorentina ha trovato davanti un muro. In undici contro undici i granata avrebbero dovuto provare a vincere e per farlo, di conseguenza, alzare il baricentro con prevedibili maggiori spazi per i viola.

Sul muro granata, invece, s’è schiantata la Fiorentina e tatticamente mi chiedo se sia stato giusto mettere così tanti attaccanti, tenere così tanti giocatori nella metà campo avversaria intasando ancora di più gli spazi o forse non sarebbe stato meglio abbassare un po’ la squadra per indurre il Toro a uscire almeno di qualche metro. Dettagli. A un certo punto Italiano ha messo anche Mandragora in difesa al posto di Ranieri e quelli che hanno urlato alla novità, all’idea, alla trovata, criticando la cessione di Mina che a loro volta criticavano, dovrebbero invece sapere che l’ex juventino ha giocato spesso in quel ruolo quando era a Udine. Ha fatto anche il centrale nella difesa a tre. Continuo a pensare che il calcio non sia per tutti… Pazienza.

Comunque, la Fiorentina avrebbe dovuto e potuto fare di più. Questo è ovvio. Il passo indietro è evidente e le preoccupazioni sullo stato complessivo di questa squadra sono tornate. Da portare a casa c’è comunque un punto e visto che a Torino hanno vinto solo Lazio e Inter, se non fosse per la prestazione grigia e la superiorità numerica… Restano cinque i punti in più dell’anno corso. La delusione deriva dal timore, però, che la vittoria con la Lazio possa essere stata un episodio, il Torino ha riportato i dubbi, i timori e fatto evaporare le speranze di una vera ripartenza nel momento cruciale della stagione. Come sta la Fiorentina?

La domanda torna a girare prepotentemente e la mancanza di continuità di prestazioni torna a preoccupare. Domenica c’è la Roma, ma prima, giovedì, torna la Conference a Budapest contro il Maccabi Haifa. Gara ideale, forse, per aiutare a ritrovare convinzione, autostima e il calcio vero di Italiano, approfittando magari della qualità viola superiore all’avversario e del fatto che in Europa probabilmente conoscono meno i meccanismi. Facile prevedere turnover con Quarta, Faraoni, Parisi, Duncan, Ikonè e forse Nzola visto che Belotti ha giocato molto e non c’era più abituato. Ci provo: Terracciano, Faraoni, Quarta, Ranieri, Parisi; Duncan, Mandragora; Nico, Beltran, Ikonè; Nzola.

Domenica in notturna c’è la Roma. Beltran sarà squalificato, tornerà sicuramente a disposizione Kouamè dopo la coppa d’Africa e la malaria e attenzione, attenzione, dopo quasi un anno tra i convocati potrebbe esserci anche Castrovilli che ieri ha giocato sessanta minuti con la Primavera. Non vuole rinnovare, ma nel finale di stagione la sua qualità potrebbe anche far comodo.

Intanto è arrivata la proroga fino al 2028 per la conclusione dei lavori di restauro dello stadio. Una grande notizia: la Fiorentina non dovrà più lasciare Firenze. Ora ci sono ampiamente i tempi per allestire i cantieri per step senza sfrattare i Viola, neppure nel 2025. Il cronoprogramma e i progetti andranno rivisti o ritoccati, ora i tempi consentono anche la ricerca dei circa 100 milioni mancanti per partire con l’ultima parte dei lavori con le risorse totali per la copertura totale. La Fiorentina non si è espressa pubblicamente, lo farà quando avrà capito i tempi esatti per la conclusione dei lavori, l’importo dell’affitto che dovrà pagare per il nuovo stadio (circolavano cifre assurde), quando saprà da chi o da dove arriveranno i milioni mancati che sono parte fondamentale per non rimanere in sospeso.

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