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Ecco il Crystal Palace, il gioiello di Glasner opacizzato dalla bufera di gennaio

Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 
Ecco il Crystal Palace, il prossimo avversario europeo della Fiorentina. Scopriamo la storia di Glasner and company

Dopo aver passato il turno contro il Rakow, la Fiorentina ha scoperto il suo prossimo avversario. Sarà il Crystal Palace di Oliver Glasner, la favorita fin dall'inizio del torneo. Andiamo a scoprire insieme le Eagles (Aquile), un club con una lunghissima storia, ma con un presente più roseo che mai.

Il club più antico al mondo?

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Per più di 100 anni il Crystal Palace F.C ha festeggiato come data di nascita il 1905, ma nel 2020 la storia è cambiata. Il Palace, grazie allo storico Peter Manning, è riuscito a risalire a qualcosa di storico. Le origini del Palace risalgono addirittura al 1861, quando il club fu fondato come squadra di allenamento per i giocatori di cricket della Crystal Palace Company. Questo fa del Palace una delle squadre più "vecchie" al mondo, dato che lo Sheffield F.C è stato fondato nel 1857. Il nome, manco a farlo apposta, deriva davvero da un palazzo di cristallo. Si tratta di una magnifica costruzione risalente al  1851, in onore dell'EXPO di Londra. Palazzo che nel 1936 prese fuoco, finendo carbonizzato.

La storia del Palace

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La storia delle Eagles (animale che il club fa suo negli anni 70) è caratterizzata da alti e bassi. Sul finire degli anni 80' il Palace cresce. Nella stagione 1989/90 le Eagles volano fino alla finale di Fa Cup, un risultato incredibile. Finale persa al replay, cioè alla seconda gara dato che la prima era finita in parità senza supplementari o rigori, contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Il Palace in quegli anni è trascinato dal mitico Ian Wright, bomber strepitoso, che in pochi anni diventerà uno dei calciatori simbolo della Premier. Wright poi andrà all'Arsenal, ed il Palace continua ad alternare promozioni e retrocessioni, fino al 2004/05. Una piccola curiosità, anche Attilio Lombardo vestì la maglia del club londinese.

L'era della Premier e la svolta Glasner

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Il Palace nel 2013 torna in Premier League, e per alcune stagioni lotta per la sopravvivenza, rimanendo sempre al piano di sopra. Memorabile fu un 3-3 in rimonta proprio nel 2013/2014 contro il Liverpool. Sotto per o-3 gli uomini di Tony Pulis rimontano tre reti ai Reds, che perdono le possibilità di vincere la Premier. L'andatura del Palace resta identica per anni, lanciare giovani di talento, soprattutto in avanti (l'ivoriano Wilfried Zaha su tutti), senza mai osare. Il simbolo è proprio Roy Hodgson, per svariate stagioni tecnico del Palace. Tutto fino al 19 febbraio 2024, quando è Oliver Glasner ad approdare a Selhurst Park, e qui cambia lo script. Glasner trasforma totalmente il gioco del Palace, implementando il suo 3-4-2-1 che in Germania sponda Eintracht Francoforte aveva già fatto faville. In pochissime settimane tutto quel talento accumulato nel sud di Londra esplode. Eze (oggi all'Arsenal), Olise (Bayern Monaco) e Mateta formano un trio pazzesco, a tratti il più divertente della Premier League. I mesi passano e si arriva alla stagione 2024/25. TUTTO SULLA PREMIER LEAGUE CLICCANDO QUI

L'attuale Palace

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Nelle prime 8 partite arrivano 0 vittorie, ma la società non molla, Glasner resta al suo posto. Proprio in quei giorni cambia tutto, il Palace mette il turbo e passa tutti i turni di Fa Cup. Fino ad arrivare al 17 maggio 2025, quando beffa il City a Wembley per 1-0, Davide batte Golia, il Palace per la prima volta arricchisce la propria bacheca di un trofeo. Glasner ha scritto la storia, con migliaia di tifosi in lacrime, come mai successo prima. Come se non bastasse lo scorso agosto arriva il bis, sempre a Wembley, il Palace batte nel Community Shield il Liverpool, Glasner fa doppietta. Anche l'attuale stagione quindi inizia benissimo, con i londinesi in lotta per le posizioni di vertice, ma da novembre qualcosa si rompe. In estate è partito Eze, e la squadra non è stata rinforzata abbastanza. Glasner si lamenta del mercato, ed il Palace va ko troppe volte, ritornando a metà del guado. La querelle termina solo a gennaio, quando il capitano Marc Guehi viene ceduto al Manchester City, e Glasner annuncia l'addio a fine stagione.

Come gioca Glasner?

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A gennaio però arrivano anche innesti come Strand Larsen (a segno in Italia-Norvegia 1-4), Brennan Johnson e Evan Guessand in avanti. Il modulo è il 3-4-2-1, e le caratteristiche di gioco sono molto chiare. Il Palace non è una delle squadre che pressa più alto in Premier, ma lo fa in modo ragionato. La squadra ha un blocco medio a centrocampo, e quando può punta a sradicare il pallone, con le Eagles che hanno dei grandissimi numeri in Premier per palloni recuperati. Poi si passa alla fase di possesso, verticale, che punta dritto verso la porta. Esterni rapidi che spingono, un attaccante fisico che gioca di sponda per i trequartisti, e due mezz'ali che combinano qualità e quantità. Non a caso il Palace è quattordicesimo in Premier per possesso palla. La reattività della squadra è eccezionale, ma aver perso Guehi ed Eze ha reso ancora più scheletrica la manovra. Spesso il Palace si è inceppato contro squadre di minor calibro, esaltandosi nei big match. In Conference sono dovuti passare per i play-off dopo la League Phase, superando lo Zrinjski Mostar a fatica, e poi appunto l'Aek Larnaca.

I migliori giocatori

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Il portiere è Dean Henderson, scuola United, uno dei migliori in Premier League, anche sui rigori. La difesa a 3, orfana di Guehi, è composta dal velocissimo Lacroix, dall'americano Richards e dal giovane francese Canvot. A centrocampo c'è la stella di Wharton, giocatore totale (valutato più di 70 milioni), geniale nei passaggi e gran recuperatore di palloni. Al suo fianco uno tra il giapponese ex Lazio Kamada, Lerma e Hughes. A destra c'è Munoz, uno di quegli esterni alla Gasperini, corsa inesauribile e grande pericolo sui cross. La trequarti è stata rivoltata a gennaio, e le opzioni sono molte. La qualità di Pino (il sostituto di Eze), la fisicità di Sarr, il senso del gol di Johnson oppure la duttilità di Guessand, con gli ultimi due arrivati a gennaio. Davanti ci sarebbe Mateta, bomber completo, attaccante convocato anche dalla Francia e cercato da Milan e Juventus a gennaio, quando si è dovuto fermare per un problema al ginocchio da poco risolto. Fortissimo fisicamente e bravo a giocare per i trequartisti, vincendo duelli. Ora sta meglio, ed è tornato a disposizione da pochi giorni. A gennaio è arrivato Strand Larsen dal Wolverhampton, un colpo da oltre 50 milioni. Anche lui ha caratteristiche simili a Mateta, ed ha impattato bene nel sud di Londra.