L'arrivo di Amir Richardson aveva destato molta curiosità nell'estate 2024. Un'operazione atipica per la gestione Pradè, visto il curriculum del giocatore e la sua esperienza al Reims. Richardson è stato etichettato come talento da plasmare, ma la sua esperienza in maglia viola è stata deludente. A gennaio ha scelto di ripartire del Copenaghen, come potete leggere nella nostra rubrica sui Viola in Prestito. Ma nel dettaglio, come sta andando la sua stagione in Danimarca?

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Come sta andando Richardson al Copenaghen? Sprint iniziale, poi il calo
Poco spazio
—Il Copenaghen nelle ultime due stagioni è in ripresa, dopo delle annate abbastanza anonime. Quest'anno ha anche disputato la Champions League, ed in campionato occupa la seconda piazza, dietro all'Odense Boldklub. I capitolini sono comunque in scia, ad un solo punto di distanza. Il tecnico Jacob Neestrup utilizza un 3-4-3 molto moderno. Richardson è stato impiegato ovviamente come uno dei due interni. Richardson è partito bene, con un ingresso nella sua prima uscita. Poi il Copenaghen lo ha schierato titolare contro il Nordsjaelland e contro l'OB, gare in cui il marocchino ha rimediato due gialli. Nelle ultime 4 partite però, fra campionato e coppa nazionale, Richardson ha giocato solo 50 minuti, un bel passo indietro. Davanti a lui ci sono due centrocampisti diversi come caratteristiche. Il primo è Mohamed Elyounoussi, ex trequartista norvegese riconvertito a interno, popolare anche tra i giocatori del vecchio FIFA per le sue skill. Mentre l'altro è il simbolo del club, Thomas Delaney, capitano e presenza fissa anche in nazionale. Delaney vanta una grande carriera fra Siviglia e Borussia Dortmund. Per Richardson le occasioni sembrano diminuire, dopo una buona prima impressione. Tornerà a Firenze oppure convincerà il Copenaghen?
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