00:44 min
VIOLA NEWS altre news ex viola Kayode: “Essere scartato dalla Juve la svolta. Fiorentina? Sono stato da Dio”

altre news

Kayode: “Essere scartato dalla Juve la svolta. Fiorentina? Sono stato da Dio”

Redazione VN
Kayode tra Premier, Fiorentina e Juve: crescita, rimpianti zero e un percorso tutto in salita.

In una lunga intervista a ChiamarsiBomber, l'ex viola Michael Kayode, ripercorre le tappe della sua carriera: dagli anni alla Juventus fino all’esplosione tra Fiorentina e Premier League con il Brentford. Il giovane esterno italiano parla del suo percorso di crescita, delle difficoltà iniziali in Inghilterra e dei momenti chiave che lo hanno formato, senza nascondere aneddoti e passaggi decisivi della sua carriera.

Com’è stata l’esperienza a Londra e l’impatto con la Premier League?

—  

“La Premier è un campionato straordinario, molto competitivo ed equilibrato. Per un giovane è un contesto ideale per crescere e migliorarsi giorno dopo giorno.”

Il passaggio al Brentford nel gennaio 2025 è stato un salto importante: come lo hai vissuto?

—  

“Non è stato semplice. All’inizio giocavo poco e subentravo dalla panchina, poi un infortunio al ginocchio mi ha fermato per circa un mese. Una volta rientrato ad aprile, però, ho trovato continuità e sono arrivato a partire titolare nelle ultime partite. L’esordio contro il Tottenham, con Son da marcare, è stato qualcosa di incredibile. Mi sono ambientato subito grazie a compagni e società.”

Torniamo alle origini: la Juventus. Che ricordo hai di quegli anni e perché è finita lì?

—  

“Ho trascorso sette anni bellissimi in bianconero, un’esperienza che mi ha formato molto. A 14 anni sono andato in prestito al Gozzano e poi la Juve ha deciso di non puntare più su di me. A mio avviso avrei potuto restare, ma evidentemente non ero nelle loro idee. Fa parte del calcio.”

Rimpiangi quella scelta?

—  

“Assolutamente no. Col senno di poi è stata una svolta positiva: quella scelta mi ha dato motivazioni fortissime. Nel gruppo Juve eravamo in tanti, ma pochissimi sono arrivati tra i professionisti. Al Gozzano, invece, ho avuto subito spazio tra i grandi e lì sono cresciuto davvero.”

L’esperienza alla Fiorentina Primavera con Aquilani?

—  

“È stata fondamentale. A Firenze sono stato da Dio. Aquilani è un allenatore preparato e molto umano, mi ha fatto crescere tanto. Con lui ho vinto anche Coppa Italia e Supercoppa Primavera.”

L’esordio in Serie A con Italiano?

—  

“È arrivato in modo inaspettato: prima dell’esordio avevo fatto diverse panchine e poi mi ha lanciato titolare contro il Genoa. Italiano è un tecnico molto esigente, ti tiene sempre concentrato e non ti permette cali. Gli devo molto, soprattutto per la mentalità che mi ha trasmesso.”

Le rimesse laterali sono diventate un tuo marchio di fabbrica: come nasce questa qualità?

—  

“È nata quasi per gioco al Gozzano. In palestra ci divertivamo a vedere chi lanciava più lontano e mi accorsi di avere un buon braccio. Da lì abbiamo iniziato a sfruttarlo anche in partita e si è rivelata un’arma utile.”