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GERMOGLI PH: 22 MARZO 2025 FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI EVENTO PEPITO DAY ADDIO AL CALCIO DI GIUSEPPE ROSSI NELLA FOTO BORJA VALERO
Borja Valero si è raccontato in una lunga e toccante lettera aperta ai microfoni di gianlucadimarzio.com dove ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera calcistica. Inevitabile anche il passaggio su Firenze e la Fiorentina:
Nel 2012 sono arrivato in Italia. Non me ne sono più andato. Con Firenze, ci siamo incontrati, conosciuti, apprezzati, amati. Giorno dopo giorno, come negli amori più belli e veri. È diventata casa. Con la sua maglia viola, il suo accento toscano, le botteghe e le vie del centro che ancora custodiscono l’anima storica e autentica della città. E poi l’Europa conquistata, il 4-2 alla Juve, il far paura alle grandi. La Fiorentina era tornata a essere… la Fiorentina. E a Firenze ho conosciuto Davide. Non ero più con lui quando se n’è andato. Ero a Milano. Lo ricordo bene quel giorno. Era successo qualcosa. “Borja, è morto Davide”. È nel 13 attaccato alle chiavi di casa. È nei ricordi. È in me. Ho dovuto lasciare Firenze, ma non avrei mai voluto farlo. Sono andato a Milano. Ho indossato la maglia dell’Inter. Un onore, una responsabilità. Mi legheranno sempre bei ricordi alla maglia nerazzurra. Dopo tre anni sono tornato a casa. È stata una scelta di cuore. Finire lì la carriera era la mia unica opzione. E così è stato. Avevo capito che era il posto giusto per il futuro della mia famiglia. Per questo motivo al termine della stagione ho accettato la scelta del club di non rinnovarmi il contratto. Dovevo finire con la maglia viola indosso.
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