
L'ex centrocampista di Milan e Fiorentina, Yacine Adli, oggi all'Al-Shabab, ha rilasciato un'intervista al media algerino SporTeam per fare chiarezza sulla questione Nazionale. Le sue parole:

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L'ex centrocampista di Milan e Fiorentina, Yacine Adli, oggi all'Al-Shabab, ha rilasciato un'intervista al media algerino SporTeam per fare chiarezza sulla questione Nazionale. Le sue parole:
Sono stato molto sincero e onesto in quel periodo. Le parole che ho detto, le ho dette. Ho dichiarato di essere un giocatore che aspirava a giocare ad alto livello e che per me sarebbe stato un obiettivo giocare la Francia.
Non è mai stata mia intenzione sminuire la nazionale algerina: ho moltissimi amici che ci giocano e ho un enorme rispetto per la selezione. Le più grandi gioie sportive della mia infanzia le ho vissute grazie all'Algeria. Sono uno che ha seguito tutte le partite, provo un rispetto immenso per il mio Paese. Quello che ho detto, lo pensavo in quel momento, non sarebbe onesto dire il contrario. Ma il fatto di dire che ho mancato di rispetto all'Algeria, con tutti gli insulti che ne sono seguiti, mi ha ferito perché, nonostante tutto, non è ciò che penso del mio Paese d'origine né è il tipo di rapporto che voglio avere con la mia gente.
Dopo quelle parole c'è stata un'ondata d'odio, con gente che mi diceva: 'Non vogliamo che tu metta piede in Algeria'. Io rispondevo: 'Non preoccupatevi, non sono uno che cambia idea o rimangia la parola data'. Ma in realtà, anche quella è stata una sciocchezza. Non posso dire che sia stato un errore di gioventù, era ciò che pensavo in quell'istante. La realtà è che non voglio che alla fine della carriera la gente si ricordi di me così, che quando mi vedranno diranno: 'Ah, guarda, lui non ha giocato per la nazionale'. È questo ciò che resterebbe se domani dovessi giocare per la nazionale e difenderne i colori, ciò che ricorderà la gente non sarà quello che ho detto sulla Francia.
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