Cobolli racconta il legame con Firenze e Bove: amicizia, tennis, moda e vita oltre lo sport in una lunga intervista al Corriere della Sera

FIORENTINA VS GENOA

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Reduce dalla sua partecipazione come Gran Messere alla finale del Calcio Storico Fiorentino tra Rossi di Santa Maria Novella e Azzurri di Santa Croce, Flavio Cobolli ha raccontato al Corriere della Sera il suo rapporto speciale con Firenze e con alcuni legami personali che hanno segnato la sua vita dentro e fuori dal campo.

Il tennista ha spiegato quanto il capoluogo toscano abbia un significato profondo per lui: "La parte materna della famiglia è toscana: a Firenze sono legato, ho il giglio tatuato sulla schiena".

Spazio anche a Edoardo Bove, figura centrale nel suo racconto umano prima ancora che sportivo: "È il mio angelo in terra, e sono fortunato ad averlo. L’incidente ci ha legati ancora di più. Di Edo mi fido: gli dico tutto, gli chiedo aiuto".

Flavio Cobolli

Cobolli ha poi allargato il discorso al suo percorso sportivo, tra calcio e tennis, sottolineando la differenza di sensazioni tra le due discipline: "Con il pallone tra i piedi sentivo più pressione che divertimento, mentre il tennis mi faceva sentire libero. In campo preferisco lottare da solo: le responsabilità sono tutte mie".

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