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lo scopritore

Bongiorni: “Facile parlare ora di giovani, ma Raspadori & co non giocano”

Raspadori

L'ex osservatore del Margine Coperta per il settore giovanile dell'Atalanta ha detto la sua sulla profonda crisi del calcio italiano

Redazione VN

Antonio Bongiorni è intervenuto nel corso del "Pentasport". L'ex osservatore - per oltre trent'anni scopritore di talenti al Margine Coperta, per il settore giovanile dell'Atalanta (Bonaventura tra gli altri ndr.) - ha detto la sua sulla crisi del calcio italiano:

Tutti, quando veniamo da un insuccesso, parliamo di giovani. Mentre dopo i successi non ne parla mai nessuno. Per fare questo bisogna che ci siano le basi, soprattutto chi comanda. Ho sempre fatto una proposta e nessuno l'ha mai presa in considerazione. Chi comanda ha troppi interessi: la Federazione fatica a fare delle riforme incisive. Propongo che venga inserito l'obbligo di tre giovani U21 in campo dall'inizio della gara. Così da avere squadre che abbiano a disposizione 6/7 giocatori di quell'età. Parlo di Serie A in primis, così per la Serie B, la C e a seguire. I giovani bisogna saperli crescere, allenare e dargli fiducia. Di Scamacca e Raspadori se ne parla da tempo, ma l'altra sera non hanno giocato. Settore giovanile? Le promozioni e le retrocessioni sono una follia nel calcio giovanile. Guardiamo a club come l'Ajax che fin coi giovanissimi cerca di inculcare dei concetti, non ha come obiettivo il risultato, il successo. Oggi ho assistito alla semifinale del "Torneo di Viareggio" tra Empoli e una squadra nigeriana (Alex Transfiguration, già vincitrice con la Fiorentina per 6-2 ndr.). Questa è una grande squadra, ha eliminato l'Empoli mostrando un grande calcio. Atleticamente, ma anche a livello tecnico giocano ad altissimi livelli.

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