Roberto D’Aversa (doveva arrivare alla Fiorentina?) si presenta da nuovo tecnico del Torino con rispetto per chi lo ha preceduto e grande motivazione personale. «C’è sempre considerazione per un collega esonerato - ha esordito - ma essere stato scelto per risolvere i problemi è motivo d’orgoglio».

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Torino, D’Aversa: “Troppo vicini alla zona retrocessione. Qui per uno scossone”
L’allenatore non nasconde la realtà: il Toro è troppo vicino alla zona retrocessione, una posizione che non rispecchia storia e valore della società. «Parliamo di un club storico, questa classifica non gli appartiene. Quando ti chiama il Torino a quattro mesi dalla fine, devi dire sì. Non ho avuto dubbi: ho fatto subito le valigie». Sul contratto breve, D’Aversa sottolinea come ogni tecnico preferisca partire dall’estate per modellare la squadra, ma in certe occasioni conta rispondere presente.
Sul campo, le priorità sono chiare. «Abbiamo nove clean sheet ma anche la peggior difesa: è un dato che fotografa le difficoltà. La differenza reti spesso racconta la classifica». Servirà intervenire sull’equilibrio e soprattutto sull’aspetto mentale: «Un cambio di allenatore porta uno scossone. Io devo restituire certezze e riaccendere l’entusiasmo, ricordando che nel calcio siamo fortunati a fare questo lavoro».
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