La contestazione del tifo organizzato del Milan era attesa da giorni ed è esplosa già nel prepartita della sfida contro l’Atalanta a San Siro.

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Milan, contestazione della Sud: “Furlani per il fallimento. Giocatori imbarazzanti”
La Curva Sud Milano ha infatti distribuito una fanzine all’esterno dello stadio contenente un durissimo attacco nei confronti della proprietà e della dirigenza rossonera, chiamando direttamente in causa Gerry Cardinale, il presidente Paolo Scaroni e soprattutto l’amministratore delegato Giorgio Furlani.
Proprio Furlani è diventato il bersaglio principale della protesta, tanto da essere già finito al centro di una raccolta firme promossa dai tifosi per chiederne le dimissioni. Nel comunicato, la Curva Sud accusa l’attuale management di aver smantellato la squadra che aveva conquistato uno degli scudetti “più belli della storia del Milan”.
“Quella squadra vincente, alla quale sarebbero bastati pochi innesti ma di spessore internazionale per ambire a grandi traguardi, è stata smantellata completamente da una dirigenza totalmente incapace e incompetente”, si legge nella nota diffusa dai tifosi.
L’attacco prosegue direttamente contro Furlani, accusato di aver guidato il club verso un fallimento sportivo: “Resta caparbiamente in piedi sulle macerie del suo fallimento sportivo che è sotto gli occhi di tutti”.
La Curva critica anche la filosofia societaria, ritenuta troppo orientata agli aspetti economici e finanziari rispetto alle ambizioni sportive storicamente legate al club rossonero: “Una visione esclusivamente finanziaria e speculativa basata sul solo tornaconto economico”.
Nel mirino finiscono inoltre le ultime campagne acquisti e alcune scelte dirigenziali. I tifosi parlano di “calciatori imbarazzanti” arrivati attraverso mercati gestiti da persone considerate non all’altezza, lamentando anche presunte interferenze societarie nelle decisioni tecniche.
Secondo la Curva Sud, il club avrebbe dovuto sostenere maggiormente il lavoro di figure come Igli Tare e Massimiliano Allegri, soprattutto durante il mercato di gennaio.
Il messaggio finale è una critica diretta alla gestione complessiva del club: “I campionati si possono anche perdere, ma non si può accettare che il più grande traguardo da raggiungere sia il piazzamento Champions per incassare gli introiti derivanti dalla qualificazione”.
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