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Inchiesta ultras, l’ex capo Ferdico: “Dimarco ci promise un anello con brillante”

Inchiesta ultras, l’ex capo Ferdico: “Dimarco ci promise un anello con brillante” - immagine 1
Emergono dettagli sull'inchiesta che coinvolge le curve di Inter e Milan in riferimento ai rapporti fra gli ultras e giocatori come Dimarco
Redazione VN

I verbali degli interrogatori dei capi ultras pentiti Marco Ferdico e Andrea Beretta svelano i profondi legami tra le curve milanesi e la 'ndrangheta, in particolare attraverso il clan calabrese Trimboli nella curva del Milan. Tra i retroscena emerge un patto di spartizione dei guadagni stretto nel 2023 per le semifinali di Champions League, che prevedeva il versamento del 30% degli incassi della finalista alla tifoseria rivale, fruttando alla curva rossonera 150 mila euro tra contanti e merchandising. I due storici rivali gestivano in sinergia anche altri affari commerciali all'interno dello stadio, come il controllo e il ribasso concordato del prezzo della birra per gli ultras.

Sul fronte dei calciatori nerazzurri, Ferdico descrive i rapporti di vicinanza con Federico Dimarco e Hakan Calhanoglu. Riguardo al difensore, il pentito racconta che "ci aveva promesso che ci regalava un anello che aveva fatto per tutta la squadra con un brillante, per la seconda stella", aggiungendo che "Dimarco ci chiedeva un coro più bello" perché geloso di quello dedicato al compagno turco: "Io son cresciuto a Milano… a lui gli fate un coro che si alza tutto lo stadio…". Con Calhanoglu, invece, Ferdico andava a fare l'aperitivo e a cena, spiegandone l'utilità per il giro d'affari dei biglietti: "Andare a cena con un calciatore… cioè è una bella figata, no? Mi taggava nelle storie, io lo taggavo e lui mi ritaggava e io mi prendevo 20/30.000 follower". Lo riporta gazzetta.it.