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TURIN, ITALY - JUNE 10: Juventus General Manager Damien Comolli attends a press conference at Allianz stadium on June 10, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)
Ogni colpo un flop. Così la Gazzetta dello Sport critica aspramente l'operato di Damien Comolli, direttore genrale della Juventus fin dal suo insediamento in bianconero. Il bilancio dei nuovi arrivi è deludente: tra i sei volti nuovi, Joao Mario ha già lasciato Torino dopo appena sei mesi, scambiato con Holm (già fermo per infortunio), riaccendendo le tensioni tra Tudor e Comolli sulla gestione del mercato. Il tecnico non avrebbe voluto cedere Alberto Costa dopo il buon Mondiale per Club, ma l’operazione con il Porto è andata avanti anche per sbloccare Conceicao. In attacco la situazione è stata ancora più confusa: completato l’arrivo di David, la dirigenza non è riuscita né a vendere Vlahovic né a riportare Kolo Muani, virando su Openda per una cifra importante ma con risultati modesti. Il belga è stato usato come riserva, mentre Vlahovic si è fermato per infortunio e tornerà solo a marzo, con il rischio di compromettere la corsa Champions. A gennaio, nonostante la ricerca di un centravanti, è arrivato solo Boga come alternativa offensiva.
Anche gli altri innesti non hanno inciso: il francese preso dal Nizza ha trovato più spazio di Zhegrova, ma senza lasciare il segno, mentre il kosovaro si è fermato proprio quando doveva crescere. Restano in bilico anche le situazioni di Nico Gonzalez e Douglas Luiz, con riscatti tutt’altro che certi e il rischio di non recuperare gli investimenti. Tra chi era rimasto in sospeso, Kelly alterna buone prove a cali, Koop è tornato solo di recente tra i titolari e Di Gregorio è finito sotto accusa per gli errori recenti. Nel complesso, il mercato bianconero si è rivelato fragile e poco incisivo.
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