Ogni colpo un flop. Così la Gazzetta dello Sport critica aspramente l'operato di Damien Comolli, direttore genrale della Juventus fin dal suo insediamento in bianconero. Il bilancio dei nuovi arrivi è deludente: tra i sei volti nuovi, Joao Mario ha già lasciato Torino dopo appena sei mesi, scambiato con Holm (già fermo per infortunio), riaccendendo le tensioni tra Tudor e Comolli sulla gestione del mercato. Il tecnico non avrebbe voluto cedere Alberto Costa dopo il buon Mondiale per Club, ma l’operazione con il Porto è andata avanti anche per sbloccare Conceicao. In attacco la situazione è stata ancora più confusa: completato l’arrivo di David, la dirigenza non è riuscita né a vendere Vlahovic né a riportare Kolo Muani, virando su Openda per una cifra importante ma con risultati modesti. Il belga è stato usato come riserva, mentre Vlahovic si è fermato per infortunio e tornerà solo a marzo, con il rischio di compromettere la corsa Champions. A gennaio, nonostante la ricerca di un centravanti, è arrivato solo Boga come alternativa offensiva.
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Gazzetta stronca Comolli e la Juve: tutti gli acquisti sono un flop
Il mercato del dirigente francese è tutt'altro che positivo
Anche gli altri innesti non hanno inciso: il francese preso dal Nizza ha trovato più spazio di Zhegrova, ma senza lasciare il segno, mentre il kosovaro si è fermato proprio quando doveva crescere. Restano in bilico anche le situazioni di Nico Gonzalez e Douglas Luiz, con riscatti tutt’altro che certi e il rischio di non recuperare gli investimenti. Tra chi era rimasto in sospeso, Kelly alterna buone prove a cali, Koop è tornato solo di recente tra i titolari e Di Gregorio è finito sotto accusa per gli errori recenti. Nel complesso, il mercato bianconero si è rivelato fragile e poco incisivo.
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