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ROME, ITALY - DECEMBER 20: Lorenzo Romagnoli of SS Lazio reacts during the Serie A match between SS Lazio and US Cremonese at Stadio Olimpico on December 20, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Sembrava tutto fatto per il trasferimento di Alessio Romagnoli all’Al-Sadd di Roberto Mancini. Accordo totale tra i club, firme apposte a poco più di mezz’ora dalla chiusura del mercato qatariota (le 22 italiane del 31 gennaio) e cifre già definite: 10 milioni di euro alla Lazio, 6 milioni netti a stagione al difensore, pronto a raddoppiare il proprio stipendio.
E invece, quando l’operazione pareva ormai conclusa, è arrivata la fumata nera. I documenti necessari per ratificare il trasferimento non sono stati depositati in tempo in Qatar e la trattativa, di fatto, non può essere omologata.
Il presidente Claudio Lotito, dopo un lungo tira e molla, era riuscito persino a ottenere condizioni più favorevoli rispetto a quelle discusse nei giorni precedenti. L’intenzione comune era quella di chiudere, tanto che la Lazio si era già mossa sul mercato in entrata, avviando contatti con Union Berlino, Juventus e Fiorentina per Diogo Leite, Rugani e Ranieri (COSA E' SUCCESSO).
Tutto saltato per una questione di tempistiche. Romagnoli, che da martedì è in congedo parentale, resta così alla Lazio controvoglia. Il difensore è furioso: legato ai biancocelesti da un contratto fino al 2027, vive un rapporto ormai ai minimi storici con il club.
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