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Gazzetta dello Sport
Un Bonaventura così farà parte del gruppo azzurro allargato. Non bastano i 23/25 di un tempo tra infortuni, turnover, spiacevoli eventi extracalcistici e appuntamenti ravvicinati. Servono giocatori che sappiano adattarsi alle situazioni e non pretendano il posto fisso (richiesta poco compatibile con un c.t. come Spalletti). Bonaventura potrà essere utile a Roma contro la Macedonia, che ci aveva tagliato i collegamenti e affollato scientificamente molte zone del campo, creando break e superiorità. Alla presenza numero 16, a undici anni dalla prima convocazione e nove dal debutto, è arrivato il primo gol. Potrebbe non essere l’ultimo. Oltre all’esperienza e alla professionalità la vera arma di Jack è la sua unicità. Senza scomodare confronti improponibili con Bellingham, è il più vicino che abbiamo — con Pellegrini, e aspettando Baldanzi — al prototipo del trequartista moderno: la mezzala offensiva che non gioca stabilmente dietro le punte, come una volta, ma arriva da una posizione tattica più disciplinata. E da lì sorprende e colpisce. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.
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