Rolando Mandragora è “ingordo”. Perché oltre a essere il giocatore viola con più presenze europee, ha deciso di prendersi anche lo scettro del gol. Con la rete segnata allo Jagiellonia, il centrocampista della Fiorentina ha firmato il suo nono centro in Conference League, il primo di questa edizione, diventando così il miglior marcatore viola nella competizione e il centrocampista più prolifico nella storia del torneo.

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CorSport: “Rolando il fenomeno! In Polonia trascinatore ma col Pisa spettatore”
L’ultimo squillo europeo risaliva al 17 aprile 2025, nel ritorno dei quarti contro il Celje. Ma il peso specifico di “Rolly” non si misura solo con i numeri: si vede nel momento in cui sceglie di incidere. Quello contro lo Jagiellonia è stato un gol di pregevole fattura e di enorme importanza. Una punizione disegnata con il compasso, finita all’incrocio dei pali, dove Slawomir Abramowicz non sarebbe mai potuto arrivare. Il 2-0 è arrivato nel momento più delicato, con i polacchi in crescita: rete annullata a Wdowik per fuorigioco e palo colpito dallo stesso giocatore. Serviva un colpo di qualità e Mandragora lo ha trovato. Quella di ieri è stata la sua cinquantesima presenza in Conference League. Un torneo che sembra fatto su misura per lui.
Mandragora si conferma determinante anche in campionato: sei reti, secondo miglior marcatore viola dietro a Kean (sette). «Non ho ancora rivisto il gol, ma dal campo mi è sembrato di aver calciato bene…», ha detto nel post gara. «Abbiamo fatto una partita di umiltà, da provinciale, su un campo difficile. Abbiamo saputo soffrire, cosa che prima non ci veniva. Questo scatto l’abbiamo fatto. La Conference ci dà entusiasmo, ma ora pensiamo a lunedì (quando Mandragora non ci sarà per squalifica): servono punti».
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