02:06 min
VIOLA NEWS news viola stampa Quattro ex bacchettano la difesa: “Troppo morbida, non sa come si lotta”
Corriere Fiorentino

Quattro ex bacchettano la difesa: “Troppo morbida, non sa come si lotta”

Redazione VN
Quattro ex viola leggono la situazione della difesa, analizzandone i tanti difetti e pronunciandosi su quel che non funziona.

Il Corriere Fiorentino riparte dalla fotografia del momento della Fiorentina, una squadra in decisa difficoltà soprattutto in difesa. L'analisi dei numeri della retroguardia di Vanoli è impietosa ed è reduce da sette reti incassate contro due avversarie non certo eccezionali. A ogni palla buona o calcio piazzato i tifosi tremano e il quotidiano ha chiesto ad alcuni ex un parere sulla questione.

Pasquale Bruno

—  

La Fiorentina ha un problema di qualità e questa squadra è sotto il livello della sua storia. Mentre guardavo il naufragio di Udine ho pensato alla squadra in cui ero in B. Oggi con quei compagni lotteremmo per un posto in Europa, non certo per la retrocessione. I centrali? Non c'è troppa differenza con gli altri. Oggi marcare l'uomo sembra un optional. Inutile fare processi, gli ultimi risultati fanno paura e ci sarà da lottare fino in fondo.

Mario Faccenda

—  

La maggior parte dei ragazzi non sa cosa voglia dire lottare punto a punto e non mi sembra che questo gruppo si adatti alle difficoltà della stagione. Bisogna migliorare in difesa, evitando di proiettarsi in avanti e puntando sull'esperienza. Rugani? Ha avuto una serata storta, ma contro di lui leggo troppa cattiveria. Ha tutto per riprendersi.

Roberto Ripa

—  

La squadra aveva ritrovato una sua certezza con la difesa a quattro. Perché cambiare? Giro palla stucchevole, gli avversari entrano troppo facilmente. Mancava Dodo? C'erano tanti altri modi per sostituirlo, spostando Parisi o mettendo Pongracic e Ranieri centrali. Rugani non giocava da tempo e quella di Udine era una gara spartiacque.


Tomas Ujfalusi

—  

Sono sicuro che la Fiorentina si salverà, ha valori tecnici superiori alle altre, solo che molti dei giocatori non sono abituati a soffrire. Ce la faremo, nel campionato del centenario tornerò al Franchi per vedere la Serie A.